Smart working, dimezzata la clientela per bar e ristoranti del centro: è crisi

L'allarme lanciato da Confesercenti

E' crisi per bar e ristoranti nel centro di Torino. Lo smart working, per quanto utile e benedetto da molti durante il lungo periodo di lockdown, ora, inevitabilmente, sta mietendo le sue vittime. Lo dice un sondaggio condotto all'inizio di questa settimana presso un campione di locali nel cuore della città. Quasi il 60% degli esercenti intervistati lamenta il dimezzamento degli incassi: una conseguenza della forte diminuzione della clientela che continua, anche in questo periodo di aperture ma ancora di emergenza sanitaria, a lavorare da casa.

Pesante anche l'impatto sull'occupazione: l'89,4% degli operatori teme infatti di dover ridurre i dipendenti, soprattutto se non ci sarà una proroga della cassa integrazione in deroga che finora ha consentito di mitigare le conseguenze negative del calo di fatturato. Tutti auspicano che le cose si risolvano velocemente: entro l’estate (per l’84,2%), o poco più. E anche quelli che fino ad ora non hanno subito troppi danni (il 15,8%), la prospettiva di una ripresa non dovrebbe avere tempi lunghissimi: 4 o 5 mesi, al massimo. 

A lanciare l'allarme dei problemi causati dal lavoro agile, Confesercenti che ha anche lanciato una petizione su Change.org: "Se il personale non ritorna al più presto negli uffici, per bar e ristoranti - ma anche per il resto del commercio - sarà un problema risollevarsi". E l'appello è rivolto principalmente alle istituzioni:

"Abbiamo scritto al presidente della Regione, Alberto Cirio, e alla sindaca Appendino - ha detto Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti -, chiedendo loro un incontro urgente. In questi mesi lo smart working ha rappresentato la sola soluzione e ha garantito – grazie all’impegno di tutti i lavoratori – il funzionamento di servizi essenziali per la collettività. E sono anche convinto che andranno ripensati i tempi della città e l’organizzazione del lavoro. Tuttavia - prosegue Banchieri - non è un risultato che si possa ottenere nell’immediato, in modo non programmato e a danno di una sola categoria. Ora, nel rispetto delle normative di sicurezza, è necessario stabilire un piano di rientro: graduale per ovvie ragioni organizzative, ma in una prospettiva che non può che essere di brevissimo periodo". 


 

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