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Antonino Cannavacciuolo (Immagine di repertorio)

Antonino Cannavacciuolo (Immagine di repertorio)

Cannavacciuolo medita il bis a Torino, lo chef lo rivela in un’intervista

A Repubblica

 “Il locale va benissimo, è sempre pieno. E infatti sto pensando di fare il bis, sto cercando un’altra posizione, magari in centro, per un nuovo locale". Parla apertamente Antonino Cannavacciuolo a Repubblica dei suoi programmi futuri, fresco dei riconoscimenti Michelin.

Torino è sempre più capitale della gastronomia e lo sa bene il masterchef che, dopo l’apertura del Bistrot Cannavacciuolo in via Cosmo, sta meditando il bis in città. Torino è stata di recente illuminata dalle stelle Michelin e la risposta dei clienti è cresciuta nel tempo diventando sempre più forte.

Sotto la Mole e in Piemonte la passione per il cibo non manca e non mancano neppure gli ingredienti e prodotti che tutto il mondo ci invidia. Già negli ultimi anni molti fuoriclasse dei fornelli hanno scelto Torino quale luogo ideale per aprire nuovi locali.

Nel 2017 aperti ristoranti "eccellenti"

Nel 2017 c’è stato un vero e proprio boom con l’apertura del ristorante dei fratelli Ferran e Albert Adrià all’interno della nuova sede Lavazza, di “Costardi Bros” dei fratelli Christian e Manuel Costardi, del Ristorante Carignano all’interno del Grand Hotel Sitea e proprio di “Bistrot Cannavacciuolo”. Dopo Villa Crespi sul lago d’Orta, il Bistrot a Novara e quello a Torino, Cannavacciuolo non solo punta al bis in città, ma anche a una nuova apertura a Vico Equense, il suo paese di origine.

Afferma ancora a Repubblica: “Abbiamo una casa dell’800 che stiamo ristrutturando. Faremo un altro ristorante Cannavacciuolo, in cui porteremo il Piemonte in Campania dopo aver portato la Campania in Piemonte, prima a Villa Crespi e poi qui a Torino. Perché andare in Campania a fare una cucina base di pesce sarebbe scontato, ce ne sono già tanti. Invece bisogna proporre selvaggina, tartufi, carne e vini rossi. Sarà una bella sfida".  

Leggi anche "Cioccolato e non solo: i consigli per “gustare” Torino secondo i parigini“

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