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Al via i saldi invernali fra incertezze e aperture a singhiozzo: cala la previsione di spesa per le famiglie

Sconti fino al 4 marzo

Prendono il via oggi, giovedì 7 gennaio, i saldi invernali a Torino e in tutto il Piemonte. E si spera che questo periodo di sconti che durerà fino al 4 marzo - anche se in realtà molti sconti erano già attivi nel periodo di festa -, porti una boccata d'ossigeno ai negozianti che, tra chiusure e restrizioni per l'emergenza sanitaria in corso, hanno visto gli incassi degli ultimi mesi, scendere inevitabilmente. Secondo le previsioni di Confesercenti, la previsione di spesa per i saldi invernali nella nostra regione, crollerà rispetto al 2019: lo scontrino medio sarà più basso del 33% e il budget per famiglia si aggirerà attorno ai 200 euro. 

Clima di incertezza

Una cosa però è certa: le riaperture a singhiozzo, in base all'andamento dell'epidemia, non aiutano gli affari. E i negozianti sono ovviamente preoccupati. I saldi partono al termine delle festività in "zona gialla rafforzata" (spostamenti liberi fra i comuni ma non fra una regione e l'altra) ma nel week-end sarà subito arancione, una condizione che permetterà di tenere aperti i negozi ma vieterà gli spostamenti fra i comuni. Fattore che sicuramente andrà a influire sulle vendite. Senza contare che da lunedì 11, sebbene sia previsto il ritorno della zona gialla, non è da escludere un ritorno in arancione, in base ovviamente ai dati relativi alla pandemia. Se poi la situazione dovesse precipitare e si dovesse tornare al rosso, anche solo nei fine settimana, allora sarebbe davvero dura uscire dalla crisi. E quest'incertezza è ciò che spaventa di più Ascom e Confesercenti. 

Pochi vantaggi

Ma qualche lato positivo c'è anche in questo clima di incertezza. Il vantaggio, rispetto agli altri anni, è che i consumatori potranno acquistare a prezzi fortemente ribassati, fin da subito. Già da oggi infatti si troverà merce scontata al 50 e al 70%: cosa che darà un forte incentivo agli acquisti. E poi, quest'anno, saranno forse più i negozi in periferia a guadagnarci. Viste le restrizioni e anche un po' la paura delle folle e degli assembramenti, i torinesi tenderanno a comprare sotto casa, senza spostarsi verso le vie principali "dello struscio". 

Per cosa si spenderà

I torinesi spenderanno prevalentemente per capispalla e scarpe, che in base alle dichiarazioni degli intervistati, verranno acquistati dal 40% dei consumatori. A seguire cappotti, giacconi e giubbotti. E ancora, prodotti di maglieria (38%), camicie (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%) e infine borse (13%) e accessori (11%). 

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