Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia Caselle Torinese

Alitalia abbandona Caselle: interrogativo sul futuro dell'aeroporto

La vicenda della crisi di Alitalia e del ruolo della compagnia sullo scalo torinese è stata dibattuta in Sala Rossa. La consigliera Federica Scanderebech ha chiesto spiegazioni alla Giunta

Il caso Alitalia torna in Sala Rossa. Il ridimensionamento della compagnia aerea italiana potrebbe influire molto in negativo sullo scalo torinese di Caselle. Alitalia d'altronde rappresenta la principale compagnia attualmente operante nel principale aeroporto piemontese.

La compagnia aerea sta attraversando nuovamente un forte periodo di crisi economica. Per fare fronte a ciò è necessario un aumento di capitale e un inversione parziale di rotta, cominciata lo scorso marzo con la presentazione di un nuovo piano industriale in cui l'aeroporto di Caselle ne è uscito pesantemente ridimensionato.

Sagat, la società che gestisce lo scalo torinese, si è subito attivata per colmare la lacuna, presentando ad Alitalia un'offerta tecnica ed economica di particolare attrattiva con l’obiettivo di sostenere il traffico domestico e garantendo, da un lato, la massima flessibilità nell’attuazione del piano industriale, e dall’altro, mantenendo e accrescendo lo sviluppo del traffico su Torino anche su rotte internazionali. Un prima risposta all'offerta di Sagat la si potrebbe avere già la prossima settimana ma, come detto sopra, tutto dovrebbe ruotare intorno all'aumento di capitale della compagnia aerea.

Il dibattito è stato portato all'attenzione della Giunta comunale dalla consigliera Federica Scanderebech. "Secondo un autorevole osservatorio torinese - sottolinea la stessa -, sono aumentate le visite al museo Egizio. Dobbiamo per forza puntare sul turismo considerato il calo delle aziende manifatturiere e dei cantieri edili. Non voglio che il Comune e le altre istituzioni non facciano nulla contro il ridimensionamento dei voli Alitalia nello scalo di Caselle. Chiedo - dice - di approfondire il tema, considerando anche la ricaduta economica sul nostro territorio".

I consiglieri dei vari partiti hanno chiesto che la situazione dell'aeroporto torinese venga approfondita. In particolare molti lamentano la mancata crescita dello scalo che, meno di un anno fa, era il punto forte per la cessione delle quote comunali a favore di privati. "Le cifre sono in calo sono tornate a quelle di 10 anni fa - dice Vittorio Bertola del Movimento 5 Stelle -. Oggi Bologna ha il doppio di passeggeri, pur essendo una città più piccola di Torino". Più polemico Maurizio Marrone di Fratelli d'Italia: "Il sindaco l’anno scorso, quando si discuteva della cessione di quote societarie Sagat, ci dava lezioni di liberismo spiegando come l’operazione avrebbe portato vantaggi alla Città e al rilancio dell’aeroporto torinese. E’ doloroso vedere come il colpo mortale allo scalo di Caselle venga invece proprio dalla compagnia di bandiera. L’amministrazione comunale - conclude -si è preoccupata di fare cassa rinunciando a influire nella gestione delle scelte riguardanti lo scalo” .

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