Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Bertone, è referendum: gli operai diranno sì all'accordo stile Mirafiori?

Oggi e domani i lavoratori di Grugliasco decidono se accettare o meno le stesse condizioni di Pomigliano e Mirafiori: la Fiat investirà per la nuova Maserati solo con un largo consenso

E' un giorno cruciale per il futuro delle Officine Bertone. Toccherà ai lavoratori dire sì o no, nell'atteso referndeum, al nuovo piano della Fiat, che dopo aver rilevato l'azienda ha più volte detto che il nuovo modello di Maserati a Grugliasco si farà solo se gli operai accetteranno l'accordo stile Pomigliano ( o Mirafiori, che dir si voglia).

Tante le polemiche nelle passate settimane. Parte dei sindacati si è detta sin da subito favorevole a firmare il nuovo contratto, pur di far ripartire una fabbrica stoppata da anni. Ma la Fiom, che in questo stabilimento è tradizionalemente fortissima (circa il 60%), si è opposta con fermezza, e senza mai arretrare di un millimetro, a quello che considera un attacco ai diritti che i lavoratori hanno conquistato nel corso di decenni di lotte. Oggi e domani i 1.100 addetti delle Carrozzerie di Grugliasco diranno sì o no.

Oggi le Rsu daranno l'indicazione di voto. "Spero che tutti si rendano conto che, dopo 6 anni di cassa integrazione, aver ottenuto la disponibilità alla produzione della Maserati è un'occasione straordinaria per riprendere il lavoro", ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Nello stabilimento di Grugliasco, la Cgil ha la maggioranza degli iscritti, a quota 700, e 10 delegati su 16. Una situazione complessa visto che sono state le Rsu a indire la consultazione mentre a Pomigliano (Napoli) e Mirafiori (Torino) la Fiom non ha riconosciuto la validità del referendum.

La Fiat aveva scritto una lettera aperta agli operai dove sosteneva che "costruire qui la nuova Maserati nella lettera - vuole dire garantire a questo stabilimento la possibilità di produrre fino a 50 mila vetture l'anno, assicurando progressivamente a tutte le persone attualmente in forza di rientrare finalmente al lavoro". Ma la Fiom, per bocca di Airaudo e Cremaschi, ha sempre sostenuto che "le responsabilità degli investimenti sono degli azionisti e dei manager che hanno molti più poteri decisionali dei lavoratori sui quali non possono essere scaricate queste scelte".

Ora tocca ai lavoratori. Prevarrà la voglia di difendere i propri diritti conquistati negli anni o la inevitabile necessità di tonare al lavoro?

Negli scorsi giorni si sono tenute riunioni tra i lavoratori ex Bertone e la Fiat. Gli operai, a gruppi di venti, sono sttati convocati nello stabilimento di Grugliasco. L'azienda ha ribadito che l'investimento da 500 milioni di euro per produrre la nuova Maserati si farà solo con un largo consenso.

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