Economia

La Provincia mette in vendita le proprie quote Sagat: "Scelta a malincuore"

Il Consiglio ha approvato la vendita delle quote Sagat della Provincia di Torino. "Una scelta che facciamo a malincuore, ma è nostro dovere considerare la deriva in cui il sistema è caduto"

Il Consiglio provinciale ha approvato la delibera di riordino e razionalizzazione delle partecipate di Palazzo Cisterna. Ha avuto il via libera definitivo la vendita delle quote di Sagat (la Provincia detiene il 5%), ma anche di Assot: l’assessore alle partecipate Ida Vana ha ripercorso le ultime tappe della razionalizzazione avviata nel 2009 con la vendita delle quote di S.I.Tra.Ci, R.T.M, Techfab, Intech, Chind, Centro Agro Alimentare Torino, Icarus, Virtual Reality & Multi Media Park).

Il dibattito si è concentrato sulla dismissione del 5% di Sagat, “una scelta che facciamo a malincuore - hanno ribadito il presidente della Provincia Antonio Saitta e l’ass. Vana - conseguente alla decisione del Comune di Torino di dismettere la sua parte, pari al 28% del capitale sociale. Saitta ha sottolineato come stia avvenendo “un cambiamento strutturale nella pubblica amministrazione ed è nostro dovere considerare la deriva in cui il sistema è caduto: le aziende pubbliche non sempre sono riuscite a stare sul mercato, anche perché il meccanismo politico ha scaricato problemi e vecchie abitudini sulle aziende pubbliche. Oggi non possiamo più sopportare un peso che grava sui cittadini”


In particolare sulla vendita di Sagat, Saitta ha ribadito il desiderio che gli enti pubblici almeno coordinino le operazione di dismissione: “Altrimenti - ha detto - siamo l’armata Brancaleone”. Il Pd ha anche presentato un emendamento, approvato, in cui si chiede di vincolare i futuri acquirenti alla tutela dei posti di lavoro dei dipendenti Sagat.

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