Economia Centro / Piazza Castello

Spazzatura, gas e luce: a rischio 10.000 lavoratori del settore in tutto il Piemonte

Entro il 31 dicembre potrebbero essere licenziati

In Piemonte sarebbero 10.000 i lavoratori del settore gas, luce e igiene ambientale che rischiano il posto di lavoro se entro il 31 dicembre non verrà stralciato l’articolo 177 del Codice degli Appalti approvato dal Governo Renzi nel 2016. Operatori che lavorano per importanti aziende di multi servizi come Amiat, Iren, Acea ed Enel. Secondi i sindacati sarebbero importanti anche le ricadute sui servizi offerti al cittadino. 

"In Piemonte parliamo di 10.000 lavoratori che ci hanno servito dei servizi essenziali durante la pandemia", dice Gianluca Mogavero della Uiltec Piemonte, "Noi chiediamo la cancellazione di questa norma perché altrimenti al 31 dicembre scatterebbe il licenziamento per questi lavoratori". 

Il Codice degli Appalti approvato nel 2016 obbliga le aziende concessionarie di servizi di gas, elettricità, acqua e pulizia ambientale che hanno assegnato l'appalto in modo diretto a cedere le loro attività di distribuzione fino a raggiungere l’80% del valore della loro concessione. 

"Questa norma genera potenziali esuberi e nuoce al servizio che noi rendiamo ai cittadini", spiega Luca Pasquadibisceglie,  Flaei Cisl Piemonte, "Immaginate una gestione privatistica, senza alcun tipo di controllo, in settori strategici come l'energia elettrica, il gas, l'acqua e l'ambiente". Secondo i sindacati infatti la norma creerebbe problemi di gestione anche alle reti di distribuzione dei servizi. 

Enel, Iren e Acea, sono tre delle quaranta aziende che in Italia si occupano di questi servizi e che sono toccate dall'articolo in questione del Codice degli Appalti: "Oggi in piazza ci sono anche le aziende che verrebbero meno alla loro vocazione industriale vedendosi imposto per legge il ricorso all'appalto". 

"Nel settore elettrico e del gas questo significherebbe destrutturare le reti", spiega Massimiliano Mosca della Filtcem-Cgil di Torino, "Una scelta scellerata che non è solo un problema della categoria e dei lavoratori, ma del Paese perché le reti elettriche e del gas verrebbero date in appalto a una miriade di piccole aziende. Il sistema nazionale non sarebbe più controllabile e gestibile verso la transizione energetica". 

Problema simile che verrebbe generato anche nel settore dell'igiene ambientale che si occupa pure della raccolta differenziata: "Nel settore dell'igiene ambientale ci sarebbe un indietreggiamento nei confronti dell'economia circolare con problemi sulla creazione di impianti nuovi di diversificazione e differenziazione perché i soggetti futuri che dovranno gestire gli impianti saranno piccoli e non potranno imporsi sul mercato", spiega Tiziano Scarcello, della Fit Cisl. Coinvolti anche i servizi di raccolta rifiuti, pulizia e lavaggio delle strade.
 

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