Economia

Ex Embraco, il Consiglio dei Ministri dice sì alla proroga della cassa integrazione

I lavoratori tirano un sospiro di sollievo, ma ora chiedono la re-industrializzazione del sito

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro del Lavoro Andrea Orlando, ha dato il via libera alla proroga della cassa integrazione per i lavoratori dell'ex Embraco. Il 22 luglio scattano i licenziamenti per i quasi 400 lavoratori dello stabilimento di Riva di Chieri, ma le due norme proposte e approvate consentirebbero a loro e alle loro famiglie, di tirare - almeno per il momento - un sospiro di sollievo. Una delle due disposizioni consentirebbe a Embraco, l'accesso integralmente gratuito alla proroga della cassa per cessazione di sei mesi, rimuovendo la resistenza da parte della curatela fallimentare a utilizzare il recende provvedimento adottato dal Governo; l'altra permetterebbe all'ex Ilva di accedere alle tredici settimane di cassa in considerazione della rilevanza strategica dell'azienda. 

Un po' di respiro per i lavoratori e le loro famiglie

"Con responsabilità - scrive il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in un messaggio inviato al Pd torinese - stiamo lavorando per cercare soluzioni in grado di tutelare quanto più è possibile i lavoratori. Quella approvata in Cdm è una misura che consente di dare respiro e proseguire per ex Embraco nella eventuale ricerca di una soluzione industriale assicurando la proroga di sei mesi dell'ammortizzatore sociale per cessata attività. Questo senza oneri consentendo quindi al curatore fallimentare di fare istanza immediata".

Un obiettivo raggiunto che soddisfa anche i parlamentari dem torinesi: "Un grazie davvero sentito al ministro del Lavoro Andrea Orlando - scrivono in una nota - che, su sua proposta, ha fatto approvare in Consiglio dei ministri la norma che consente l'accesso integralmente gratuito alla proroga della cassa per cessazione di sei mesi per i 400 lavoratori della ex Embraco".

"Ora si pensi al piano industriale"

Tuttavia non ci si può fermare a questo. La cassa integrazione prolungata non può che essere una soluzione soltanto temporanea. Questo è ciò che auspicano i lavoratori che, sebbene più sollevati, ora chiedono un piano industriale, e i vertici della Regione Piemonte. 

"Il via libera del Consiglio dei Ministri - hanno commentato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l'assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino - alla norma per prolungare la cassa integrazione per i lavoratori ex Embraco è il segno che un primo passo in avanti c'è stato. Bene che il Governo abbia ascoltato l'appello per la proroga del decreto. Il via libera di oggi consente a più di 400 famiglie di tirare un momentaneo sospiro di sollievo. Ma questo - concludono - dopo quattro anni di promesse non mantenute non basta. Adesso bisogna correre sul piano industriale".

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