Economia

Ex Embraco, salta la proroga della cassa integrazione: 8 giorni al licenziamento collettivo

La Regione: "Inaccettabile"

Immagine di repertorio

È un conto alla rovescia esasperante e drammatico quello che sta conducendo i 391 lavoratori della ex Embraco di Riva di Chieri al 22 luglio, giorno in cui scadrà per loro la cassa integrazione. Tra otto giorni saranno tutti disoccupati, un destino drammatico che la politica a più livelli aveva assicurato che non si sarebbe mai avverato. E invece oggi - mercoledì 14 luglio - vi è stato l'ennesimo passaggio a vuoto. 

La riunione con il Ministero del Lavoro per discutere della proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre era convocata alle 14 di questo pomeriggio. Un paio di ore dopo la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere: l'incontro si conclude con un nulla di fatto. Se entro otto giorni il Ministero del Lavoro, quello dello Sviluppo Economico e la curatela fallimentare non troveranno una soluzione tecnica per i 391 lavoratori sarà la fine di ogni speranza. 

Il nodo da sciogliere, spiega la UILM Torino, sarebbe quello degli oneri connessi alla cassa integrazione. Secondo la curatela, il decreto non garantisce la copertura di tali costi e quindi non ci sarebbero le condizioni per richiedere l’autorizzazione dei 6 mesi di proroga. "Questa ennesima battuta d’arresto non fa che prolungare il calvario dei 400 lavoratori. Dopo 4 anni di lotte, siamo indignati da una pantomima che non è più tollerabile", dichiarano Vito Benevento, segretario organizzativo Uilm Torino, e Mario Minore, Rsu Uilm ex Embraco. 

"Abbiamo chiesto che il tavolo venisse convocato ogni giorno e il ministero ci ha risposto che verrà convocato il prima possibile e adesso si è impegnato a trovare una soluzione. Il problema era conosciuto e la lettera formale di incontro il curatore l'ha fatta partire il 23 di giugno. Il tavolo lo avrebbero potuto convocare il giorno successivo. Adesso i giorni sono pochi, ma devono trovare la soluzione", spiega Ugo Bolognesi della FIOM di Torino. 

Dalla Regione l'assessora al Lavoro, Elena Chiorino, parla di mancanza di volontà politica da parte dei ministeri competenti: "Un inaccettabile nulla di fatto. Registro una mancanza di volontà politica del Mise e del Ministero del lavoro nel voler risolvere la situazione dei lavoratori ex Embraco. Ora per dimostrare che c'è un'attenzione e una volontà nel trovare una soluzione, i ministri Orlando e Giorgetti hanno 8 giorni di tempo". Il ministro del Lavoro Andrea Orlando intanto sarà domani a Torino per partecipare a un incontro politico del Partito Democratico torinese. 

Dopo quattro anni di calvario, di promesse disattese, di incapacità da parte della politica di trovare una soluzione, i lavoratori della ex Embraco si ritrovano a giocarsi i tempi supplementari di questa partita all'ultimo istante. In soli otto giorni si deve trovare una soluzione provvisoria che dia ossigeno per altri sei mesi, poi sarà necessario comprendere se esiste veramente un piano industriale serio oppure no. 

E pensare che soli dieci mesi fa, il 15 settembre 2020, veniva annunciato in pompa magna il progetto Italcomp, quello che sarebbe dovuto diventare il polo europeo dei compressori. Altra promessa disattesa. 


 

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