Economia Borgaro Torinese / Via Liguria

Lavoratori della ex Satiz da tre giorni in presidio contro il fallimento

Quasi 200 lavoratori sono a rischio. Solo quattro mesi fa la situazione di crisi sembrava potersi risolvere grazie all'accorpamento con la Canale di Borgaro. A 120 giorni di distanza si vede invece la fine anche della cassa integrazione

Il presidio fuori dalla Canale di Borgaro

In quattro mesi la vita di quasi 200 lavoratori della ex Satiz di Moncalieri è cambiata due volte. La loro azienda, in crisi, era stata ufficialmente adottata dalla Canale di Borgaro, altra ditta che da tempo non vive più sugli allori, ma con cui si erano messi in piedi progetti per rilanciare le industrie grafiche e portarle a competere anche a livello internazionale. Parole, quelle dette dai vertici della Canale, che hanno riacceso i sogni dei lavoratori, costretti da mesi alla cassa integrazione a rotazione per la perdita di una commessa. Con il passare delle settimane, e poi dei mesi, quei progetti sono pian piano svaniti e i lavoratori si sono trovati a fare i conti con pagamenti in ritardo e con una strana condizione lavorativa, più da azienda vicino alla chiusura, che non sulla rampa di lancio.

Poco più di un mese fa era andata in scena la prima manifestazione di protesta dei 196 dipendenti. Il mancato incontro all'Unione Industriale e lo svuotamento dello stabilimento di Moncalieri lasciavano presagire un futuro tutt'altro che roseo. E il passare dei giorni ha dato la conferma di tutto ciò.

Pochi giorni fa la realtà dura e cruda ha risvegliato i lavoratori, a cui solo quattro mesi fa era stato fatto un contratto di "affitto del lavoro" di 4+3 anni da parte della Canale. Ma quest'ultima azienda, che intanto ha cambiato denominazione, ha manifestato con una lettera la volontà di dichiarare il fallimento perché la situazione finanziaria è diventata insostenibile. Un fatto gravissimo per i lavoratori che rischiano a questo punto anche di non poter più prendere gli ammortizzatori sociali e di essere messi nella lista di mobilità. I libri non sono ancora stati presentati in Tribunale, ma l'ipotesi ha allarmato i dipendenti e i sindacati che da lunedì pomeriggio sono in presidio permanente davanti la sede della Canale in via Liguria a Borgaro e ci resteranno fino a quando non avranno notizie più certe e magari positive.

"Ci si profila una rescissione del contratto con la ditta Canale - ci spiega uno dei lavoratori in presidio a Borgaro -. Il problema è che in questo modo torneremmo sotto la Satiz, ma l'azienda ha già avviato le procedure per il fallimento quasi un mese fa. Non ci sarebbero più prospettive di lavoro in questo modo, né di prendere la cassa integrazione. Chiediamo di essere assunti dalla Canale Industrie Grafiche". Con lo stabilimento di Moncalieri ormai di fatto chiuso è rimasta solo la cig, proprio quella che tiene accese le speranze e che potrebbe però essere giunta agli sgoccioli. In Prefettura si è parlato anche di questo, i dipendenti sperano che possa esserci una soluzione e di questo si parlerà ancora in un probabile incontro previsto nella giornata di domani.

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