Prima settimana di chiusura alle 18: bar e ristoranti di Torino e provincia perdono fino al 100% dei ricavi

Si temono altre restrizioni per il mese di dicembre

Perdono tra il 75 e il 100% dei ricavi, i titolari di bar, ristoranti e pasticcerie in Torino e provincia, al termine della prima settimana di chiusura alle 18 stabilita dall'ultimo decreto governativo. A riferire i numeri allarmanti, che rivelano la flessione rispetto ai guadagni della settimana precedente, un'indagine dell'Epat sui propri associati.

Paura per Natale

La chiusura alle 18, solo per il mese di novembre, comporta un deficit di 101 milioni di euro a Torino e 191 sulla regione, con una perdita media per ogni azienda che a novembre è stimata in circa 9mila euro. Secondo le stime, nel 2020, rispetto al 2019, si parla di perdite per 1 miliardo e 100 milioni di euro, mentre in riferimento all'intera regione, il numero si aggira sul miliardo e 700 milioni. E il vero disastro ci sarà se le chiusure si protrarranno anche a dicembre, un mese che solitamente, per via delle festività, per ristoratori e commercianti è proficuo. Ora si spera che "i ristori" del governo arrivino in tempi celeri: serviranno a superare il mese di novembre ma non risolveranno i problemi a lungo poichè la loro entità non supererà il 50% della perdita effettivamente subita. 

"Ristori subito"

La chiusura alle 18 di numerose attività "rappresenta la chiusura definitiva per centinaia di imprese - aveva detto qualche giorno fa Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio - così come per le palestre, i centri sportivi e le piscine. Tutte imprese ancora pesantemente condizionate dal lockdown dei mesi scorsi.  Non siamo più disposti ad accettare decisioni che non tengono conto dei sacrifici finora fatti dai nostri imprenditori. Temo che i ristori non saranno sufficienti, alcuni nostri imprenditori ancora aspettano quelli di marzo. Temo per la tenuta sociale".

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