Intesa Sanpaolo, firmato l’accordo sindacale: “Almeno 5.000 uscite volontarie e fino a 2.500 assunzioni”

Entro il 2023. Il Gruppo prevede almeno metà delle assunzioni nelle province di insediamento storico di UBI Banca (Bergamo, Brescia, Cuneo e Pavia) e nel Sud Italia

Immagine di repertorio

“Intesa Sanpaolo comunica di avere firmato questa notte (tra il 29 e 30 settembre, ndr), con le Segreterie nazionali e le Delegazioni di Gruppo di FABI, FIRST CISL, FISAC/CGIL, UILCA e UNISIN, l’accordo sindacale finalizzato nel contempo a un ricambio generazionale senza impatti sociali e a continuare ad assicurare un’alternativa ai possibili percorsi di riconversione/riqualificazione professionale e la valorizzazione delle persone del Gruppo Intesa Sanpaolo risultante dall’acquisizione di UBI Banca perfezionata lo scorso 5 agosto”. 
Secondo quanto spiegato dal colosso bancario, l’accordo individua le modalità e i criteri per il raggiungimento dell’obiettivo di almeno 5.000 uscite volontarie entro il 2023, con l’accesso al pensionamento o al Fondo di Solidarietà da parte delle persone del Gruppo. Inoltre, entro il 2023 saranno effettuate assunzioni a tempo indeterminato nel rapporto di un’assunzione per ogni due uscite volontarie, fino a comunque 2.500 assunzioni, a fronte delle almeno 5.000 uscite volontarie previste, non computando a tal fine le uscite delle persone che saranno trasferite per effetto dei trasferimenti di rami di azienda. 

La assunzioni

Le assunzioni saranno destinate a sostenere la crescita del Gruppo e le nuove attività, avendo attenzione al supporto alla Rete e alle zone svantaggiate del Paese, anche attraverso la “stabilizzazione” delle persone attualmente in servizio con contratto a tempo determinato. Il Gruppo prevede che almeno la metà delle assunzioni riguardi le province di insediamento storico di UBI Banca (Bergamo, Brescia, Cuneo e Pavia) e il Sud Italia.  

Cosa prevede l’accordo

Intesa Sanpaolo spiega che l’accordo prevede, in particolare, che: - l’offerta riguardante le uscite volontarie venga rivolta a tutte le persone delle società italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo che applicano i CCNL Credito, compresi i dirigenti; - possa aderire, secondo modalità comunicate dal Gruppo, chi abbia maturato i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2026, incluse le regole di calcolo cosiddette “Quota 100” e “Opzione donna”; - le persone che, pur avendo aderito all’Accordo Intesa Sanpaolo 29 maggio 2019 o all’Accordo UBI 14 gennaio 2020, non siano rientrate nelle graduatorie possano presentare domanda di uscita volontaria alle condizioni definite; - nel caso in cui le domande di pensionamento o accesso al Fondo di Solidarietà risultassero superiori al numero di 5.000 venga redatta una graduatoria unica a livello di Gruppo sulla base della data di maturazione del diritto alla pensione; nella graduatoria venga data priorità alle persone che hanno in precedenza aderito all’accordo 29 maggio 2019 ex Gruppo Intesa Sanpaolo o all’accordo 14 gennaio 2020 ex Gruppo UBI e non siano rientrate tra le uscite previste, nonché ai titolari delle previsioni ex art. 3, comma 3 della L. 104/1992 per sé e alle persone disabili con percentuale di invalidità non inferiore al 67%.
 

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