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Economia

Manovra: 220 milioni in meno in Piemonte, a rischio posti di lavoro

Il sindaco di Torino definisce "pasticcio istituzionale" la manovra del Governo che toglierà al Piemonte più di 200 milioni di euro per il 2012. L'assessore Tisi sottolinea le ripercussioni sull'occupazione

Questa mattina il sindaco di Torino Piero Fassino è intervenuto all'incontro "Comuni del Piemonte a Torino contro la manovra", spiegando che i tagli previsti sono di quasi 200 milioni di euro per il solo 2012. "In queste condizioni un sindaco o chiude i servizi, ma non si può fare, oppure è costretto a farne salire il costo per i cittadini - ha spiegato - Se saremo costretti a rivedere i costi, lo faremo in base a un principio di equità e giustizia sociale, cioè chiederemo di pagare di più a chi ha di più".

I TAGLI COLPIRANNO ANCHE L'OCCUPAZIONE E' quanto sostiene l'assessore alle Politiche Sociali Elide Tisi. "La Città di Torino considera le politiche del welfare, oltre che una risposta per i cittadini più fragili, un investimento per lo sviluppo economico e sociale, un ammortizzatore in un periodo di crisi e un contributo per evitare, almeno in parte, che la crisi spezzi il tessuto connettivo della città. Anche perché - ha osservato - un buon livello di coesione sociale e di servizi sono i presupposti perché le imprese siano incentivare a investire sul territorio".

"Ogni anno Torino investe nei servizi socio-assistenziali circa 180 milioni di euro, somma che include anche i costi dei 1.500 operatori pubblici del settore e la spesa relativa ai servizi gestiti da migliaia di lavoratori attivi in enti del terzo settore. I tagli prospettati - prosegue Tisi - quindi sono destinati non solo a ridurre solo i servizi pubblici, ma anche a generare un serio problema occupazionale".

I COMUNI SONO CONTRO I TAGLI E' quello che è emerso dall'incontro di questa mattina a Torino al quale hanno partecipato 1.206 Comuni del territorio regionale, oltre ad assessori e consiglieri delle otto Province piemontesi. " Il Piemonte - sottolineano i responsabili regionali delle associazioni degli enti locali - è tra le Regioni italiane più colpite dai tagli, avendo 597 Comuni con meno di mille abitanti". Anci, Uncem, Anpci e Legautonomie chiedono "lo stralcio di tutte le norme ordinamentali contenute nel disegno di legge", per partire poi con "un serio e completo piano di riordino delle istituzioni, che necessariamente coinvolga le Regioni". La presidente regionale dell'Anci, Amalia Neirotti, ha espresso tra l'altro "preoccupazione a fronte dei numerosi posti di lavoro che si verrebbero a perdere con la soppressione degli enti erogatori della funzione socio-assistenziale".


(ANSA)

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