Economia

Troppi appartamenti vuoti a Torino. Iniziativa "Mai più sfitti"

L'iniziativa si chiama "Mai più sfitti" e nasce dall'esigenza di favorire l'incontro tra domanda e offerta tra chi ha bisogno di un alloggio e chi può metterlo a disposizione

In città l’offerta potenziale di alloggi è superiore alla domanda reale. A fronte di quasi 500mila unità abitative di categoria catastale A (immobili residenziali), all’anagrafe torinese sono registrati 442.321 nuclei familiari. Fatti i dovuti aggiustamenti e cioè conteggiando le persone domiciliate nel capoluogo piemontese ma con residenza altrove, gli appartamenti in corso di ristrutturazione, ecc., risulterebbe così che in città sono oggi all’incirca 40mila gli alloggi vuoti. Un dato indotto e misurato per differenza, ma comunque giudicato assai attendibile, anche perché in linea con le risultanze del censimento del 2001 quando gli appartamenti sfitti a Torino erano stati calcolati in più di 30mila.

La fame di alloggi potrebbe dunque, almeno sulla carta, essere placata con quanto già può offrire il mercato della locazione e così potrebbe trovare soluzione un problema che, complice l’attuale e pesante crisi economica, tocca un numero sempre maggiore di famiglie. Ma nel mercato degli affitti non esiste una mano invisibile che riesca ad accoppiare automaticamente domanda e offerta, perciò bisogna fare in modo di favorire l’incontro tra chi ha bisogno di un tetto e chi può metterlo a disposizione. Obiettivo che si pone “Mai più sfitti: dare valore agli alloggi, conservare dignità delle persone”, un’iniziativa che punta a sensibilizzare i proprietari di alloggi e a creare le condizioni per facilitare l’offerta di immobili in affitto a canone sostenibile.

Realizzata da Città di Torino e Arcidiocesi del capoluogo piemontese, l’iniziativa è stata presentata dal sindaco Piero Fassino, dall’arcivescovo Cesare Nosiglia, dall’assessore comunale alle Politiche sociali e per la Casa, Elide Tisi, e da Pierluigi Dovis della Caritas diocesana torinese. “Accanto a strumenti come l’agenzia comunale Locare, attiva già da un decennio e che ogni anno consente di trovare un alloggio in affitto a canone concordato ad oltre 300 famiglie, occorre – ha evidenziato il sindaco Fassino – incentivare il mercato della locazione assicurando incentivi e agevolazioni fiscali, sia per proprietari sia per gli inquilini, e garantendo contributi a sostegno dell’affitto”.



Per l’arcivescovo Cesare Nosiglia è “inaccettabile, moralmente e umanamente, tollerare la presenza di tante famiglie che non riescono a trovare un appartamento, nonostante una certa disponibilità oggettiva di abitazioni”. Esistono poi motivazioni anche economiche che sostengono l’opportunità di offrire le case non utilizzate nella logica dell’affitto. “Un alloggio vuoto – ha sottolineato il presule – si deteriora più e prima che uno abitato. Nel giro di pochi anni finisce col deprezzarsi ancora di più, perché poco mantenuto e curato. Tanto che, all’eventuale momento della vendita rende assai meno del previsto. Insomma, tenere un alloggio sfitto è un affare in perdita, un cattivo affare!”.
 

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