Economia

Ma i torinesi lo sanno l’inglese?

L’inglese è ormai diventata una lingua riconosciuta a livello mondiale, principalmente a causa di fenomeni quali globalizzazione, diffusione di internet ed il suo utilizzo come lingua franca nelle trattative d’affari. Ormai l’80% delle informazioni presenti sul web sono in inglese e inoltre il fatto che gran parte delle aziende richiedano ai loro impiegati una conoscenza almeno basilare della lingua è una realtà assodata – quest’ultimo requisito diventa ancora più importante se, nell’ambito di una compagnia, si vogliono ricoprire ruoli manageriali. Al di fuori del mondo aziendale l’inglese è la lingua utilizzata per la ricerca tecnologica e scientifica. Diventa quindi imprescindibile approfondire la propria padronanza tramite corsi di inglese e lezioni di inglese presso scuole e istituti che permettano di migliorare la semplice conoscenza scolastica.

Data la sua presenza capillare nella comunicazione quotidiana è quindi innegabile che l’inglese sia riconosciuto. Ma è anche conosciuto? Quanti di noi si sottopongono ad un test di inglese, sia pure a fini di autovalutazione?

Uno studio condotto nel 2009 dai British Institutes nella provincia di Torino si è occupato di somministrare test di inglese tra la popolazione scolastica per valutarne le competenze linguistiche. Il risultato conseguito è che quasi il 50% degli esaminati presentavano “un livello superiore alle attese dell’indagine, ma inferiore agli obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado per la lingua straniera, mettendo in evidenza “un problema metodologico in relazione al metodo di insegnamento nel secondo ciclo della secondaria”.

Una ricerca dell’indice EPI (English Proficiency Index for Schools, cioè l’acquisizione delle competenze linguistiche in inglese tra studenti delle scuole secondarie ed atenei) condotta da EF nel 2016 ha piazzato l’Italia al ventottesimo posto su un totale di 72 paesi esaminati. Il punteggio EPI riguardante il Piemonte è del 55.90, mentre nella sola Torino scende al 55,23 (livello medio).

Nonostante la somministrazione dei test di inglese metta in evidenza un certo miglioramento rispetto agli anni passati, probabilmente derivante dall’introduzione dell’inglese nel curriculum didattico della scuola italiana, i risultati sono ancora piuttosto bassi se comparati al resto dell’Europa: ci superano Portoghesi e Spagnoli, comunque distanti dalla vetta della classifica dominata dai paesi scandinavi. Sempre secondo i test di inglese di EF, il tasso di miglioramento della lingua in terra nostrana inizia a migliorare sensibilmente nella fascia d’età compresa tra i 13 e i 15 anni, si sviluppa ulteriormente tra i 16 e i 18 per poi rimanere stabile (o addirittura diminuire) dai 19 ai 21. Certo, l’introduzione dell’inglese nel curriculum didattico della scuola italiana ha sicuramente avuto un risultato positivo, ma a vari anni di distanza la situazione rimane comunque medio-bassa, con la maggior parte della popolazione di studenti che si aggira tra il livello A1 e quello B1 e che, per svariate ragioni, cessa di curare l’inglese dopo i 19 anni.

Per una città che conta quasi un milione di abitanti e che è sede di alcuni tra i maggiori simboli del Made in Italy nel mondo, questi risultati dovrebbero incoraggiare a spingere ancora di più sull’apprendimento delle lingue straniere fin dalla più tenera età. Le figure professionali del futuro potranno così agire in prima persona per esportare l’Italia all’estero, forti di un inglese che permetterà loro di esprimersi naturalmente e attirare l’attenzione di un sempre maggior numero di realtà economiche circostanti.

Per maggiori informazioni e per partecipare a corsi di inglese a Torino:

Scuola di inglese Wall Street English - https://www.wallstreet.it/scuola-inglese-torino/

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