Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Ricerca ed eccellenza, il Csp andrà in liquidazione: posto a rischio per 18 lavoratori

Fiom: "Coinvolgeremo gli enti locali e valuteremo tutte le iniziative sindacali e legali necessarie”

Brutte notizie dal mondo della ricerca torinese. Csp-Innovazione delle Ict verrà messa in liquidazione e a rischiare il posto saranno 18 tra lavoratrici e lavoratori. A darne notizia il referente di Csp, insieme all'avvocato dell'azienda, durante una videoconferenza con i dipendenti.

Un centro di eccellenza

Nata nel 1988 come consorzio tra Enti locali e Unione Industriale di Torino, per fornire calcolo parallelo su supercomputer, Csp è diventata un centro di eccellenza per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie avanzate informatiche e telematiche, in collaborazione con Università e Politecnico. Sono stati anche creati laboratori congiunti che toccano negli anni temi tecnologici pionieristici, con la progettazione partecipata e una forte vocazione al trasferimento tecnologico verso le imprese.

Nel 2009 la Regione Piemonte entra nella compagine sociale per poi uscirne nel 2015 insieme all’Unione Industriale, che ha ceduto la sua quota alla società aizoOn Consulting, e alla Città di Torino. Al momento la società è proprietà di Politecnico di Torino, Iren, Urmet, AizoOn e conta 18 lavoratrici e lavoratori di cui 13 tecnici di elevata professionalità.

Dialogo interrotto

"Da quando l’azienda non ha più un suo ad - ha dichiarato Giuseppe De Masi responsabile Csp per la Fiom di Torino - si è interrotto ogni dialogo e ogni percorso comune e, nonostante le nostre richieste, da mesi non otteniamo un incontro sindacale. La vicenda attuale conferma un atteggiamento arrogante del management che rifiuta ogni dialogo con la Rsu e con il sindacato preferendo comunicare direttamente ai dipendenti la decisione di liquidare l’azienda, con ciò violando i diritti contrattuali di informazione dei lavoratori e del
sindacato".

Continua De Masi: "Questo atteggiamento impedisce ogni confronto e ricerca di soluzioni alternative a tutela di un patrimonio professionale e tecnologico del nostro territorio. Siamo stupiti che gli azionisti - soprattutto quelli di  anazione pubblica - accettino di proseguire su questa strada. Naturalmente coinvolgeremo nella vertenza gli enti locali e valuteremo tutte le iniziative sindacali e legali necessarie”.

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