Mirafiori e Maserati, formalizzata la procedura di licenziamenti collettivi, incentivati e volontari

A Grugliasco la produzione è ferma da quasi un mese

Immagine di repertorio

E' stato formalizzato l’accordo che prevede la fuoriuscita di 1.050 lavoratori di Mirafiori e della Maserati. Dalla prossima settimana le persone che avranno i requisiti potranno iniziare ad uscire. A renderlo noto la Fiom-Cgil.

"Abbiamo deciso di sottoscrivere l’accordo per senso di responsabilità verso i lavoratori e i nostri iscritti che hanno i requisiti e vogliono accedere alla pensione - il segretario provinciale Edi Lazzi e il responsabile di Mirafiori Ugo Bolognesi -. Resta il fatto che così non è possibile andare avanti. Siamo di fronte a un ulteriore ridimensionamento della forza lavoro che non verrà sostituita con nuove assunzioni. Anche il piano industriale presentato non sarà sufficiente a saturare gli addetti che rimarranno. Servono nuovi investimenti, nuovi prodotti, per ridare vita allo storico stabilimento di Mirafiori che rimane sempre più vuoto e sottoutilizzato al limite della sua giustificazione economica. Evidenziamo anche che gli stabilimenti Maserati e Carrozzeria sono fermi da un mese".

La produzione alla Maserati di Grugliasco infatti, ferma da prima di Natale, ripartirà solo il 21 gennaio: con una settimana di ritardo rispetto a quanto previsto a dicembre dai dirigenti del gruppo italo americano. Prolungamento forzato della "vacanza" per i lavoratori dunque che verranno sottoposti ai consueti contratti di solidarietà. Lazzi e Bolognesi chiedono inoltre che venga fissata al più presto una nuova data dei consigli comunale e regionale aperti, saltati a dicembre per l’indisponibilità dell’azienda, auspicandola presenza del Governo nonché della proprietà, nella persona di John Elkann, affinchè "si possano capire le reali intenzioni sull’impegno produttivo a Torino".

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