Martedì, 27 Luglio 2021
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Torino, dopo il "tradimento di Stellantis" Regione e Comune scrivono a Draghi

Una lettera per chiedere investimenti

Il giorno dopo quello che è stato definito il 'tradimento' di Stellantis nei confronti di Torino, il Piemonte raccoglie i cocci e tenta la contromossa. La Gigafactory non verrà insediata a Mirariofi, ma a Termoli? Bene, allora il Governo dica come intende rilanciare il territorio piemontese. 

È la prima mossa concordata dai principali attori istituzionali ed economici del territorio che hanno deciso di inviare una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi. "Chiederemo un piano condiviso di politiche industriali per il Piemonte perché ci sia una risposta di prospettiva per il territorio", spiega il presidente di API Torino, Corrado Alberto, al termine di una riunione di quasi due ore tenutasi in Comune a Torino. All'incontro, oltre a lui, erano presenti la sindaca Chiara Appendino, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il presidente della Camera di Commercio di Torino Dario Gallina e gli esponenti dei tre sindacati. 

"Ci si augura che Stellantis possa saturare il più possibile gli impianti che sono sul nostro territorio", continua il presidente di API Torino, Corrado Alberto, "C'è preoccupazione e necessità di riflettere ed elaborare una strategia di politica industriale". 

"Non possiamo permetterci il lusso di farci sfogliare come una margherita, dobbiamo avere un'idea complessiva. Ce la deve avere il Governo partendo da una zona che è quella che ha pagato il prezzo più alto", commenta Edi Lazzi della FIOM, "Noi pensiamo che su Torino si debba investire. Ci stiamo battendo perché vogliamo avere un futuro complessivo industriale partendo dall'auto. Mirafiori ha 14.000 addetti di cui 7.000 sono impiegati. Siamo interessati a capire quale sia la missione produttiva". 

La politica dunque tenta di pesare e di cambiare in qualche modo i rapporti di forza con quella che è la più grande impresa della nostra Regione e tra le più importanti del territorio nazionale. Il testo della lettera verrà elaborata in queste ore e domani verrà inviata al Presidente del Consiglio. Al termine dell'incontro Alberto Cirio e Chiara Appendino non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. 

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