Economia

Il progetto torinese per evitare sprechi di cibo cresce e piace anche fuori dal Piemonte

"Lastminutesottocasa" è un'idea nata a marzo da un'iniziativa personale di Francesco Ardito. Il progetto va incontro a negozianti, clienti ed ambiente, evitando sprechi di soldi e di cibo. La crescita ha fatto interessare anche altre amministrazioni comunali non piemontesi

Lastminutesottocasa funziona. A sei mesi dal suo lancio, il progetto tutto torinese – una forma di live marketing di prossimità - nato da un’idea di Francesco Ardito, può dirsi riuscito. La trovata, per chi ancora non ne avesse sentito parlare, punta ad evitare il più possibile gli sprechi alimentari permettendo al negoziante di recuperare qualche soldo dalla merce in scadenza rimasta invenduta sul bancone, magari a fine giornata, e al cliente di risparmiare.

Grazie al sito internet www.lastminutesottocasa.it i negozianti potranno avvisare i clienti in prossimità del loro negozio, che a loro volta saranno iscritti alla piattaforma e che riceveranno un sms sul loro cellulare, della vendita di alimenti ad un prezzo scontato e quindi conveniente. “La semplicità del progetto e probabilmente anche il periodo storico che stiamo vivendo hanno fatto sì che l’idea funzionasse – ha spiegato Ardito durante la riunione della III Commissione, presieduta dal consigliere Giovanni Ventura  –: tutto è nato in zona Santa Rita da un’iniziativa personale e con un passaparola iniziale. Oggi possiamo dire essere in forte crescita” .

Per dirla con i numeri, prima dell’estate la piattaforma registrava 2400 utenti mentre oggi gli iscritti e gli utilizzatori del servizio sono già oltre 5500. “I negozianti che hanno aderito al progetto sono 130 – spiega ancora Ardito – ma puntiamo a creare una campagna mirata affinché gli esponenti di questa categoria sul territorio aumentino ancora”.  I negozianti che aderiranno a Lastminutesottocasa.it, per avvisare i clienti di questa iniziativa, potranno anche affiggere nei loro esercizi delle locandine create appositamente.

Uno degli aspetti più interessanti però è che la proposta comincia a far gola anche ad altre amministrazioni comunali fuori dal Piemonte: “Dal Friuli Venezia Giulia – racconta l’ideatore del progetto - abbiamo già ricevuto una richiesta di consulenza per esportare l’idea. Vedremo… ma indubbiamente i segnali sono ottimi”. Anche Ventura è dello stesso parere:  Il progetto è interessante perché va incontro a tutti e perché potrebbe anche aiutare ad innescare un interessante meccanismo educativo nella gente: quello di imparare a regolarsi, cominciando a non sprecare il cibo”.

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