Economia

Italia 150 lascia un buco da 4 milioni. "Situazione non drammatica"

Finiti i festeggiamenti per i 150 anni dall'unità d'Italia, il Comune di Torino fa i conti. Il bilancio è in passivo di quasi 4 milioni di euro, ma nel 2012 potrebbero venire coperti interamenti

Alberto Vanelli, vicepresidente esecutivo del “Comitato Italia 150”, in audizione di fronte alla commissione cultura ha fatto un bilancio a tutto tondo di un anno di celebrazioni. Soddisfazione per una manifestazione che non poteva ripetere in toto quella del 1961, spiega, quando il Governo in modo univoco investì Torino del ruolo di capitale unica delle celebrazioni, fatto oggi non possibile per la “disarticolazione regionale” del Paese.

Non così roseo il capitolo finanziario: in base alle attuali previsioni al bilancio del 2011, potrebbero mancare 3,9 milioni di euro circa. Il fatto è “preoccupante ma non drammatico”, dice Vanelli. Nel 2012 si attendono entrate dalla Regione e da altre fonti per circa un milione di euro. Il residuo passivo di 2,9 milioni di euro dovrebbe essere coperto dal passaggio di Ogr alla Crt: da stime prudenziali del Politecnico il valore dei beni mobili e immobili che la Fondazione acquisirebbe è infatti di circa quattro milioni di euro. Inoltre la riapertura per il 2012 della mostra “Fare gli italiani”, dovrebbe portare in cassa circa 640.000 euro.

Il deficit, ha spiegato Vanelli dipende dal mancato trasferimento di due milioni di euro da parte dello Stato, sui quali c’è un impegno del precedente Governo e da una sopravvalutazione delle entrate da sbigliettamento. L’assessore Braccialarghe, nel rispondere ad alcune delle sollecitazioni dei consiglieri intervenuti (Chiara Appendino, Marco Grimaldi, Roberto Carbonero, Piera Levi Montalcini), si è impegnato a parlare con il sindaco Piero Fassino della necessità di chiedere al governo Monti il trasferimento dei due milioni di euro mancanti.


A chi gli raccomandava di non sprecare il ricco materiale museale prodotto ha risposto “Da mesi inseguo molti, per esempio anche Vanelli, affinché individuino spazi per accogliere la ricostruzione lignea del Senato del Regno, ma nessuno sembra avere gli spazi eppure abbiamo “il castello di Moncalieri vuoto, la palazzina di Stupinigi semivuota, ed anche ampi spazi vuoti alla Reggia di Venaria… se non troveremo chi possa accogliere questo pezzo che andrebbe conservato, lo smantelleremo come si fa con una qualunque scenografia”.

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