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Economia

Intesa Sanpaolo, firmato l'accordo: uscite volontarie e assunzioni

L'accordo prevede che le 3.000 uscite siano volontarie e incentivate, e ci saranno nuove assunzioni con la stabilizzazione dei contratti a termine. La trattativa è durata un mese

L'accordo è stato raggiunto nella notte. Intesa Sanpaolo e sindacati si sono accordati dopo lunghissime trattative sulle ricadute occupazionali del piano d'impresa. Sono stati resi noti alcuni dettgali dell'accordo. L'intesa prevede che le 3.000 uscite siano volontarie e incentivate, e ci saranno nuove assunzioni con la stabilizzazione dei contratti a termine (i precari). Previste anche garanzie per il personale che sarà coinvolto nel processo di riconversione. L'accordo - spiegano Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Ugl e Uilca del gruppo Intesa Sanpaolo - "rappresenta una concreta risposta in termini sociali e occupazionali".

La trattativa è durata più di un mese, riguardava il presente e il futuro lavorativo di 8.000 dipendenti. Sono 5.000 i lavoratori che saranno "riconvertiti professionalmente a ruoli commerciali". 3.000, come già detto, le uscite. Sanpaolo ha poi riferito di voler aprire 3 nuovi call center a Cagliari, Bologna, Pavia o Alessandria, oltre a quelli già esistenti di Milano, Napoli e Torino.

Le uscite saranno gestite soprattutto attraverso i prepensionamenti (l'80% maturerà i requisiti entro il 2014), le altre saranno volontarie. Per coloro che saranno ricovertiti in attività diverse da quelle attuali saranno mantenuti gli accordi di armonizzazione su mobilità, ferie,ex festività e straordinari. Saranno accolte anche tutte le domande di part time in sospeso e soddisfatte le richieste future. Per le assunzioni, che riguarderanno innanzitutto gli attuali contratti a termine, sarà applicato per la prima volta nel settore il cosiddetto "contratto di solidarietà difensiva" che prevede l'80% della retribuzione lorda.

ANSA

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