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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Economia

Inps: dato allarmante, nel 2010 un terzo degli under 19 ha perso il lavoro

L'Inps regionale ha presentato il bilancio relativo all'anno 2010. Oltre al dato preoccupante, si attesta che il numero delle pensioni è aumentato considerevolmente, anche se l'importo erogato è diminuito

Un dato allarmante è emerso questa mattina dal Bilancio 2010 presentato dall'Inps regionale: in Piemonte un terzo dei ragazzi occupati sotto i 19 anni ha perso il lavoro. Il documento, basato sui dati amministrativi relativi ai servizi offerti dall'Inps, evidenzia inoltre il progressivo invecchiamento della popolazione piemontese e la diminuzione del numero di italiani residenti a fronte della crescita della componente di immigrati. Allo stesso tempo è cresciuta la componente anziana della popolazione piemontese, oltre un quinto dei residenti è over 65.

Se i ragazzi perdono il lavoro, aumentano il numero delle pensioni corrisposte, anche se l'importo medio liquidato è sceso (la media si attesta sui 778 euro) con evidenti differenziali di genere a scapito delle donne, che percepiscono in media il 63% dell'importo di una pensione maschile. In crescita inoltre sono anche le pensioni di invalidità civile che incidono per il 10,8% sul totale delle pensioni Inps. "Il tema dei giovani rappresenta un avviso di forte entità da risolvere - sottolinea Gregorio Tito, direttore regionale dell'Inps Piemonte - perché questi ragazzi che lavorano così presto solitamente non hanno completato il ciclo di studi e non hanno una solidità professionale per il loro futuro. E' una generazione da recuperare, serve progettare un intervento attraverso formazione e lavoro che permetta di recuperare i giovani espulsi dal mondo del lavoro. Per questo invito la Confindustria, il ministero dell'Istruzione, la Regione a istituire un tavolo di confronto per lanciare gli Stati generali dell'occupazione giovanile".


"Si profila lo sviluppo di un'emergenza sociale - aggiunge Tito - E' necessario puntare sulla tutela dell'anziano e quindi serve che le istituzioni che gestiscono politiche sociali agiscano insieme per offrire servizi adeguati e funzionali". Sotto il profilo delle aziende, il Piemonte è tra le regioni del nord quella che ha pagato il prezzo più elevato, con il progressivo sottodimensionamento delle imprese, con il trend della cassa integrazione (che si sposta sempre più verso la cassa straordinaria e la cassa in deroga) e con la mancanza di liquidità.

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