Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Guardia di Finanza in Regione, indagati quattro consiglieri

Prosegue l'inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari in Regione. Quattro consiglieri sono stati raggiunti da avviso di garanzia. Tra questi Michele Giovine dei "Pensionati per Cota"

La Guardia di Finanza è entrata nuovamente in Regione. L'inchiesta che ha portato le Fiamme Gialle nella sede dei gruppi consigliari regionali è sempre quella avviata a fine settembre sulle spese sostenute da alcuni consiglieri.

Quattro consiglieri regionali sono stati raggiunti oggi da avviso di garanzia. Tra questi c'è Michele Giovine, il consigliere della lista 'Pensionati per Cota', già condannato a maggio per la vicenda delle firme false nelle ultime elezioni regionali. Per Giovine l'accusa sarebbe di peculato.

Gli altri consiglieri coinvolti, sulla base della stessa accusa, sono Andrea Stara di 'Insieme per Bresso', Maurizio Lupi dei 'Verdi Verdi' e Eleonora Artesio del gruppo 'Per la Federazione Sinistra Europea'.

La Guardia di Finanza non ha solo perquisito gli uffici dei gruppi consiliari. Le Fiamme Gialle si sono recate anche nell'abitazione di Michele Giovine e di sua sorella, dipendente della formazione politica.

L'inchiesta è partita lo scorso 28 settembre a seguito di una frase del deputato del Pdl, Roberto Rosso, in una trasmissione della rete privata Telelombardia: la settimana bianca di un consigliere venne rimborsata dalla Regione. Il lavoro dei magistrati mira a verificare se ci sono casi di malversazione dei fondi o di irregolarità nella rendicontazione di spese e nelle richieste di rimborso, o di percezione irregolare di benefit.

BRESSO - "Sono molto amareggiata". L'ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, commenta così l'avviso di garanzia notificato ad Andrea Stara, unico eletto in Consiglio regionale nella lista civica Insieme per Bresso e ora accusato di peculato. "Oggi stesso - annuncia Bresso - ho avviato le procedure per negare l'uso del mio nome al gruppo in Consiglio regionale coinvolto nell'indagine. Pur riconoscendo il diritto di difesa - conclude l'ex presidente -, non posso consentire che il mio nome venga associato a reati molto gravi, tanto più se commessi da chi svolge un incarico pubblico".

ARTESIO - "Nella notifica che ci è stata recapitata ci vengono imputate spese non conformi per un totale di 12.632 euro tra giugno 2010 e agosto 2012". Lo afferma Eleonora Artesio, capogruppo della Federazione della Sinistra in Regione Piemonte indagata per peculato nell'ambito dell'inchiesta della procura sulle spese dei gruppi regionali. Nel dettaglio, Artesio spiega che le spese contestate "si riferiscono a rimborsi spese e buoni pasto per i tre dipendenti a tempo determinato del gruppo consiliare, biglietti ferroviari, pedaggi autostradali, ricariche telefoniche e altre spese varie". "Probabilmente li abbiamo registrati nei nostri bilancio in forma aggregata: mi auguro di chiarire al più presto queste spese", conclude ricordando che "il bilancio del gruppo consiliare è online da mesi ed è consultabile da tutti gli interessati".

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