Economia

Ex Bertone, si avvicina il referendum: la Fiat convoca i lavoratori

Sono in corso incontri tra la Fiat e gruppi di operai. L'azienda sta spiegando che l'investimento si farà solo con un largo consenso. Landini (Fiom): "Siamo di fronte a un doppio ricatto"

Continuano le riunioni con i lavoratori ex Bertone convocate dalla Fiat a gruppi di venti persone nello stabilimento di Grugliasco (Torino). L'azienda sta spiegando che l'investimento da 500 milioni di euro per produrre la nuova Maserati si farà solo con un largo consenso. Altrimenti, il piano industriale potrebbe saltare. Decideranno i lavoratori, durante la consultazione programmata il 2 e 3 maggio. La Rsu della ex Bertone, a maggioranza Fiom, nel corso dell'assemblea di lunedì renderà nota ai lavoratori l'indicazione di voto che avrà stabilito.

Ci sarebbero in futuro novità anche per la turnistica per i circa 1.100 addetti dello stabilimento, fermo ormai da ben 6 anni. Per effettuare queste riunioni con Fiat, i lavoratori sono stati fatti rientrare dalla cassa integrazione per un'ora. "E' curioso - commenta Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese - che dopo Pomigliano e Mirafiori e alla vigilia dell'assemblea di lunedì, sia nuovamente l'azienda a fare campagna elettorale, come se non bastasse la forte pressione che la Fiat sta facendo attraverso i media".

La Fiom non ha modificato di un millimetro le sue posizioni. Alla ex Bertone secondo Maurizio Landini "siamo in presenza di un doppio ricatto nei confronti dei lavoratori perché non siamo di fronte al solito film della Fiat, 'o mi dici di sì o me ne vado', visto che la società è stata rilevata dalla Fiat attraverso un accordo in cui ha pagato solo 13 milioni per uno stalimento che ne vale almeno 70, e che avrebbe dovuto riavviarlo alla produzione con i mille lavoratori attuali. Come Fiom, quando faremo le assemblee lunedì - ha aggiunto Landini - è evidente che non daremo indicazioni di voto su un contratto simile a quello di Pomigliano d'Arco, ma insieme alle Rsu ragioneremo su questo referendum sotto ricatto e che scarica ancora una volta la responsabilità sui lavoratori".

John Elkann spera in un accordo: "Abbiamo seguito un percorso per Pomigliano e Mirafiori. Auspichiamo che lo stesso avvenga con la ex Bertone e che prevalga il senso di responsabilità. La nostra posizione è stata ribadita in modo molto chiaro".

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