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Imu 2015: stabilite le aliquote e le esenzioni al pagamento dell’imposta

Le aliquote stabilite dal Consiglio comunale decorreranno dal primo gennaio 2015. In Sala Rossa è altresì stato deciso chi pagherà l'imposta e le categorie esenti

Per il pagamento dell’Imu non cambia nulla rispetto allo scorso anno. Questo è quanto è stato deciso dal Consiglio comunale, che ha confermato le aliquote del 2014 anche per il 2015. Confermata anche l’esenzione al pagamento dell’imposta per la prima casa o unità abitativa equiparata e pertinenze.

L’aliquota massima - pari al 10,60 per mille - è adottata come regime ordinario dell’importa ed è applicata alle unità abitative non adibite ad abitazione principale, così come ai fabbricati indicati con categoria catastale D. Per le aree fabbricabili invece l’aliquota scende al 9,60 per mille, mentre non è dovuto il pagamento dell’Imu per i fabbricati costruiti e destinati dalle imprese costruttrici alla vendita fintanto che resti questa destinazione e non siano affittati.

Un’abitazione, per essere definita “prima casa” e abitazione equiparata deve essere corrispondente a uno dei seguenti casi:

- il possessore e il suo nucleo familiare vi dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente;
- sia posseduta a titolo di proprietà o usufrutto (e non affittata) da anziani o disabili residenti in ricovero o istituto sanitario;
- sia posseduta da cittadini italiani non residenti in Italia a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, purché non risulti locata:
- si tratti di casa coniugale assegnata al coniuge in seguito a separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
- si tratti di unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
- si tratti di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
- sia posseduta dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate o Forze di Polizia, o Corpo Vigli del Fuoco, che non risieda anagraficamente e non dimori abitualmente, purché non risulti affittata.

All’abitazione principale o equiparata si applica invece l’aliquota del 6 per mille (con detrazioni pari a 200 euro) in alcuni casi:

- il possessore e il suo nucleo familiare vi dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente;
- sia posseduta a titolo di proprietà o usufrutto (e non affittata) da anziani o disabili residenti in ricovero o istituto sanitario;
- sia posseduta da cittadini italiani non residenti in Italia a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, purché non risulti locata;
- si tratti di casa coniugale assegnata al coniuge in seguito a separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
- si tratti di unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze del socio assegnatario residente in Torino;
- si tratti di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
- sia posseduta dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate o Forze di Polizia, o Corpo Vigli del Fuoco, che non risieda anagraficamente e non dimori abitualmente, purché non risulti affittata;
- sia posseduta da cittadini italiani, residente all’estero ed iscritti all’Anagrafe degli italiani Residenti all’estero (AIRE) già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o usufrutto purché non risulti locata o concessa in comodato d’uso.

Per le unità abitative possedute da ATC o dal CIT e assegnati dall’ATC a residenti in Torino (e relative pertinenze) si applica l’aliquota del 5,75 per mille (con detrazione pari a 200 euro). Stessa aliquota per le unità abitative concesse in locazione a titolo di abitazione principale alle condizioni stabilite dagli Accordi Territoriali in vigore.

La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili, inabitabili e di fatto non utilizzati, nonché per i fabbricati di interesse storico e artistico.

Ancora, aliquota del 7,60 per mille per le unità abitative adibite ad abitazione principale e relative pertinenze che siano concesse dal proprietario in uso gratuito a parenti di primo grado (genitori e figli) che la occupano quale loro abitazione principale e vi risiedono anagraficamente.

Infine, sono esenti dal pagamento i possessori di i terreni agricoli, anche non coltivati, posseduti e condotti da coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale. Per i terreni agricoli non rientranti in questa casistica, si applica l’aliquota massima (10,6 per mille).

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