"Ikea a La Loggia? Sì, ma non su un terreno agricolo"

“Abbiamo detto no ad una grande operazione immobiliare - spiega Saitta - non all’insediamento di Ikea: a pochissima distanza da quei terreni agricoli ci sono aree produttive dismesse o già destinate al commercio dove Ikea potrebbe benissimo collocare il suo nuovo centro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

“La Provincia di Torino è favorevole ad un nuovo insediamento di Ikea sul proprio territorio oltre a quello di Collegno, a patto però che la multinazionale svedese non scelga per localizzarsi un terreno agricolo. Le percentuali di consumo di suolo nel torinese non ci consentono di procedere ad ulteriori compromissioni di aree libere”. Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta sintetizza così il parere negativo che la sua Giunta ha espresso questa mattina alla richiesta del Comune di La Loggia  di trasformare da agricola a commerciale ben 16 ettari di terreno.

“Abbiamo detto no ad una grande operazione immobiliare - spiega Saitta - non all’insediamento di Ikea: a pochissima distanza da quei terreni agricoli ci sono aree produttive dismesse o già destinate al commercio dove Ikea potrebbe benissimo collocare il suo nuovo centro. Peccato che il colosso svedese voglia esclusivamente terreno agricolo per un suo tornaconto economico, legittimo e comprensibile per un multinazionale, ma che si scontra con le regole vigenti, rafforzate maggiormente proprio ieri dalla Regione Piemonte che ha approvato il nostro Piano territoriale di coordinamento insieme ad una nuova normativa restrittiva sui centri commerciali”.

“Nei 160mila  metri quadri di terreno che il Comune di La Loggia chiedeva alla Provincia di trasformare da agricolo a commerciale – aggiunge Saitta – Ikea avrebbe realizzato 24mila metri di superficie commerciale; il resto, oltre a parcheggi e infrastrutture collegate, lo avrebbe potuto rivendere ad altri operatori commerciali. Abbiamo tenuto conto che in quell’ambito territoriale è stato già utilizzata o prenotata dalla grande distribuzione commerciale una quantità di suolo particolarmente importante: in base ad analisi condotte dai nostri uffici, risultano già autorizzati  180mila metri quadri di superficie complessiva di vendita”.

 “Nel caso di La Loggia – spiega ancora Saitta - i 16 ettari agricoli sarebbero costati ad Ikea 4 milioni di euro, a fronte del valore di almeno 20 milioni di euro di un’analoga metratura già destinata ad attività produttive. E’ giusto venire incontro alle esigenze di chi investe, ma non possiamo trasformare ed occupare tutto il terreno libero: la Provincia di Torino ha scelto con il proprio Piano territoriale di coordinamento la tutela delle aree agricole e il riutilizzo di quelle già compromesse, spesso abbandonate. Se non contrastiamo questa logica, nel giro di pochi anni non ci saranno più aree libere e produttive”. “Sono consapevole che si tratta di una scelta delicata, che può suonare impopolare - conclude Saitta - ma il futuro dell’ambiente e del territorio oggi riveste una grande priorità”.

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