Economia

Gioventù Universitaria: "Per un'università più sociale"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

L'anno accademico 2011/12 sta rappresentando per l'Università di Torino un periodo di cambiamenti radicali sia per quanto riguarda la didattica sia per quanto riguarda l'organizzazione dei servizi dell'Ateneo. Quest'anno ha tenuto banco in modo particolare la questione dei tagli sui fondi pubblici e il conseguente ridimensionamento di alcuni servizi indispensabili per gli studenti, in particolare i tagli subiti dall'EDISU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) e la mancanza di fondi per le borse di studio hanno costretto l'Ateneo torinese a ridimensionare in maniera notevole un servizio che ha rappresentato in passato uno dei punti d'eccellenza del sistema universitario piemontese e che di conseguenza ha negato a molti studenti il diritto di proseguire il percorso di studi.

Inoltre, come se non bastasse, gli studenti hanno pure dovuto subire ulteriori aumenti sui libri e su altri servizi pubblici locali collegati all'Università (biglietti e abbonamenti dei mezzi pubblici). Riteniamo che l'Università debba tornare ad avere quella funzione sociale e meritocratica che le compete e che ogni studente debba poter avere la possibilità di accedere agli studi universitari indipendentemente dalle propri condizioni economiche e sociali.

Proprio per questo Gioventù Universitaria propone : che l'Università resti pubblica e nessun privato entri a far parte della gestione di essa (la campagna 5x1000 organizzata dalla Fondazione Crt favorisce appunto l'ingresso dei privati), che le borse di studio restino a finanziamento pubblico e che non diventino - per mano dei finanziamenti privati - un "mutuo ipotecario" sul futuro professionale degli studenti che ne usufruiranno in futuro, una battaglia concreta contro il Caro-Libri per porre fine alle politiche affariste dei baroni universitari e delle case editrici che speculano sulla formazione degli studenti, una battaglia contro il Caro-Affitti per venire incontro a tutti quegli studenti fuori sede che - oltre a dover affrontare le spese per le tasse universitarie e i libri - devono garantirsi un tetto sotto il quale alloggiare e uno sconto del 50% sugli abbonamenti studenti per i mezzi del trasporto pubblico per venire incontro alle esigenze economiche e alle spese che gli studenti sono costretti ad affrontare.

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