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Repertorio

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Borsa, editoria e imprese: ecco il polo Stampa-Repubblica

L’accordo porterà il nuovo aggregato a controllare il 20% circa del mercato italiano della carta stampata

L'unione di Repubblica, Stampa e Secolo XIX che porterà alla creazione del primo gruppo italiano dell'informazione digitale e su carta stampata ha avuto, in mattinata, le prime ripercussioni in Borsa. L’avvio di seduta, infatti, è stato in forte rialzo per il gruppo L'Espresso dopo l'accordo per fondersi con Itedi, la società che controlla La Stampa e il Secolo XIX. È scivolato invece Rcs (-4,59%) dopo l'annuncio dell'uscita di Fca dall’editoria per concentrarsi sull’auto. Alle 13 circa anche l’Espresso ripiegava in territorio negativo e scivolava ulteriormente Rcs arrivando a perdere oltre 7 punti. 

Con la fusione dei due gruppi nasce un polo editoriale dall’alto valore industriale capace di coinvolgere 5,8 milioni di lettori, 2,5 milioni di utenti unici giornalieri sui siti di informazione e ricavi per 750 milioni. L'intero riassetto del primo gruppo editoriale italiano dovrà venir approvato entro fine giugno 2016 con la firma degli accordi definitivi, mentre il perfezionamento della fusione è atteso nel primo trimestre 2017. L’accordo porterà il nuovo aggregato a controllare il 20% circa del mercato italiano della carta stampata, con una posizione di leadership sul mercato digitale.

Le testate manterranno piena indipendenza editoriale e Monica Mondardini, attuale amministratore delegato di Cir, sarà alla guida operativa della nuova società che vede allearsi tre famiglie con l’editoria nel sangue. Infatti dietro alle grandi cifre dell’accordo L’Espresso-Itedi c’è l’intenzione dei De Benedetti, degli Agnelli/Elkann e dei Perrone di scommettere sull’editoria. L’avvio delle trattative per il grande accordo sarebbe partito proprio dalla volontà del presidente di Fca ed Exor John Elkann e di Rodolfo De Benedetti che, assieme ai fratelli, ha ereditato, tre anni, fa la proprietà del gruppo dal padre Carlo.

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