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Domenica, 28 Novembre 2021
Economia

Fiat, depositata la sentenza: "L'accordo di Pomigliano è legittimo"

Secondo il giudice Ciocchetti Fim e Uilm possono legittimamente siglare contratti con il Lingotto anche in deroga dal contratto nazionale dei metalmeccanici. Disposto anche il reintegro della rappresentanza della Fiom all'interno dell'azienda

Questa mattina è stata depositata presso la cancelleria della sezione lavoro del Tribunale di Torino la sentenza del giudice Vincenzo Ciocchetti sull'accordo per Fabbrica Italia Pomigliano. La sentenza aveva riconosciuto la validità dell'accordo per Fabbrica Italia Pomigliano ma, allo stesso tempo, aveva dichiarato antisindacale il comportamento della Fiat ordinando la riammissione della Fiom all'interno delle rappresentanze sindacali dell'azienda. Secondo il giudice Fim e Uilm possono legittimamente siglare contratti con la Fiat, anche in deroga dal contratto nazionale di lavoro metalmeccanico.

Il datore di lavoro deve però mantenere un atteggiamento di "neutralità" rispetto alle scelte di tutti i sindacati con cui tratta, afferma il giudice Ciocchetti nel motivare la decisione di censurare il Gruppo Fiat per condotta antisindacale nei confronti della Fiom. Quando si verificano situazioni di "lacerazione dell'unità sindacale", come quella che ha caratterizzato la vicenda Pomigliano, "é senza dubbio preciso dovere del datore di rispettare le scelte" dei diversi sindacati "senza schierarsi in favore di alcuno di essi".

"Grande apprezzamento per una sentenza che argomenta in modo approfondito e conferma senza incertezze la piena validità degli Accordi di Pomigliano" è stato espresso dal Collegio di difesa della Fiat sulle motivazioni della sentenza del Tribunale di Torino sul ricorso Fiom contro l'accordo di Pomigliano.

Il collegio di difesa della Fiat, commentando la sentenza, evidenzia come gli accordi di Pomigliano sono "idonei a sostituire integralmente il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro metalmeccanico e ciò - sottolinea - anche nell'ipotesi, peraltro esclusa, di operatività dell'art. 2112 del Codice Civile". "Il contratto sottoscritto il 29 dicembre 2010 è senza dubbio idoneo, per l'ampiezza della sua regolamentazione, a definire e regolare i rapporti di lavoro di tutti i dipendenti che operano e in prospettiva opereranno alle dipendenze di Fabbrica Italia Pomigliano Spa", ha infatti sottolineato il giudice Vincenzo Ciocchetti nelle motivazioni della sentenza.

Secondo il collegio di difesa della Fiat, "l'essenza della motivazione" della sentenza si coglie nel passaggio in cui si afferma che "é certo che il sistema di regole delineato dagli accordi 29 dicembre 2010 e 17 febbraio 2011 è l'unico esistente a Pomigliano, che Fiom lo riconosca o meno, dal momento che non ve n'é un altro e che il rapporto di forza tra tutte le parti protagoniste della vicenda porta a questo risultato, convalidato anche dal referendum; risultato rispetto al quale appare del tutto ininfluente l'adesione o meno di Fiom. Con la conseguenza che tutti i lavoratori che operano e opereranno nella nuova società alle dipendenze di Fabbrica Italia Pomigliano saranno a tali regole assoggettati".

Il giudice ha stabilito che la Fiom Cgil non è stata esclusa dalle rappresentanze sindacali di Fabbrica Italia Pomigliano "per carenza di requisito rappresentativo, bensì dall'essere essa in posizione di dissenso rispetto alle nuove pattuizioni che regolano il rapporto di lavoro". Con questa motivazione il giudice ha disposto il reintegro della rappresentanza della Fiom all'interno della nuova azienda del Gruppo Fiat. "La ratio dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori - argomenta il giudice - è quella di elidere le organizzazioni sindacali che nell'unità produttiva abbiano unicamente una rappresentanza presunta e non invece un ruolo sul piano dell'effettività dell'azione sindacale. Tale ruolo - conclude la sentenza - risulta invece senza dubbio sussistente nel caso in esame in capo a Fiom Cgil, come emerge del resto dall'esito referendario". (ANSA)
 

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