Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Fiat sale ancora in Chrysler, Marchionne: "Altro passo fondamentale"

Fiat ha raggiunto un accordo con la casa di Detroit per acquisire un altro 16%. L'ad: "Realizzeremo il sogno da cui è nata quest'alleanza: dare vita ad un costruttore di auto mondiale"

A sorpresa, con un'operazione in anticipo sulle previsioni, la Fiat ha raggiunto un accordo con il gruppo Chrysler e con gli altri soci della casa di Detroit per acquisire un altro 16%. Il prezzo complessivo per l'esercizio della call option sarà di 1,26 milioni di dollari Usa.

"Chrysler sta seguendo uno straordinario cammino di ripresa, a livello industriale ed economico, e la Fiat è pronta ad assumerne il controllo, per rendere il legame ancora più stabile e più forte, nell'interesse di entrambe". Queste le parole con cui l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha commentato a caldo l'operazione per acquisire il 16% della casa autombilistica di Detroit.

Il futuro della Fiat sarà sempre più a stelle e strisce? Marchionne è convinto che "si tratti di un passo fondamentale verso il completamento di quel grande disegno di integrazione tra Fiat e Chrysler, iniziato meno di due anni fa, che porterà alla creazione di una casa automobilistica globale".

Come mai l'operazione è avvenuta in anticipo rispetto ai piani iniziali? Lo spiega proprio Marchionne: "Abbiamo scelto di stringere i tempi il più possibile per accelerare la nascita di un gruppo unico, che possa trarre pieni benefici dallo sviluppo congiunto delle rispettive attività internazionali". "L'operazione annunciata oggi, insieme all'ottenimento di un'ulteriore quota del 5 per cento prevista entro la fine dell'anno - sottolinea Marchionne - ci porterà a realizzare il sogno da cui è nata quest'alleanza: dare vita ad un costruttore di auto mondiale, con tecnologie all'avanguardia, efficiente e competitivo, determinato a posizionarsi tra i leader del settore".

Non tutti però esultano alla notizia del nuovo passo avanti di Fiat in Chrysler: "La notizia sulla scalata Chrysler é sicuramente buona per Marchionne e la famiglia Agnelli-Elkann, ma pessima per il Paese. Tutto verrà sacrificato in Italia per trovare i soldi per la scalata e sarà la fine di una produzione automobilistica indipendente nel nostro Paese". Lo afferma Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale della Fiom.

Fonte: Ansa

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