Economia

Ex Embraco, nulla di fatto per i 400 lavoratori: gli stipendi non sono ancora stati sbloccati

L'incontro tra sindacati e Mise in videoconferenza non ha risolto la situazione

Nulla di fatto per la ex Embraco di Riva di Chieri. Il tavolo in videoconferenza che si è svolto tra i sindacati e il Mise per fare il punto sulla situazione, non ha risolto la situazione: le tre mensilità di salario arretrate per i lavoratori non sono state sbloccate e non vi è traccia di potenziali investitori interessati allo stabilimento poiché la nomina dell’advisor che avrebbe dovuto svolgere questo compito, non è avvenuta. Si resta dunque alla scadenza di metà settembre, quando termineranno gli ammortizzatori sociali e i 400 lavoratori saranno licenziati.

Uilm

“Per noi è inaccettabile - commentano Luigi Paone, segretario della Uilm di Torino, e Vito Benevento, Uilm - pur con l’emergenza in corso, che a due mesi e mezzo dall’ultimo incontro, il Mise non abbia avviato le azioni promesse. Inaccettabile è anche il comportamento di Whirlpool che, con un cambio di strategia rispetto a quanto promesso il 3 febbraio scorso, penalizza i lavoratori in un momento in cui anche il pagamento delle mensilità arretrate sarebbe stato per loro un piccolo, ma significativo sollievo”.

Fiom

“Sono passati più di due mesi dall'ultimo incontro - hanno detto Barbara Tibaldi, segretario nazionale Fiom, e Ugo Bolognesi, responsabile ex Embraco per la Fiom di Torino - e gli impegni presi in quella data su un percorso per una nuova industrializzazione non solo sono stati disattesi, ma vengono oggi ripudiati. I legali che rappresentano oggi Whirlpool hanno comunicato che quegli impegni non verranno rispettati, nemmeno per pagare i salari dei lavoratori.  È inaccettabile, abbiamo chiesto al Governo un forte intervento politico, che sblocchi lo stallo tra Whirlpool e Ventures, per creare le condizioni per un progetto industriale".

Invitalia è intervenuta per ricordare che nel decreto "cura Italia" ci sono strumenti per avviare produzioni di strumenti utili a combattere la pandemia, su questo Ministero e Regione Piemonte si sono impegnate a cercare possibili imprenditori.

"È urgente - hanno continuato - garantire ai lavoratori che stanno soffrendo questa situazione da moltissimi mesi la continuità dell'erogazione della cassa integrazione anche in questa fase drammatica e che tutte le questioni burocratiche trovino risposte veloci. Tutte le parti si sono impegnate in questo senso. Il Governo si è impegnato a riconvocare il tavolo nei prossimi giorni”.

Fim

 “Ennesimo incontro finito con nulla di concreto per i lavoratori - ha detto Arcangelo Montemarano, responsabile ex Embraco per la Fim di Torino - . Niente di quello annunciato dal Mise nello scorso incontro del 3 febbraio è stato realizzato, siamo ancora al rimpallo delle responsabilità tra gli studi legali delle due società dimostrando ancora una volta scarso senso di responsabilità verso quei lavoratori che stanno subendo l’ennesima beffa. Ci aspettiamo da parte del Mise più incisività nel dirimere la diatriba in atto nell’interesse dei lavoratori”.

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