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La manifestazione dei lavoratori alle porte di Milano

La manifestazione dei lavoratori alle porte di Milano

Ex Embraco, i lavoratori si incatenano davanti alla Whirlpool: "Pagateci gli stipendi"

Salari e tredicesima non vengono erogati da dicembre

Ieri, giovedì 20 febbraio, i lavoratori della ex Embraco - oggi Ventures - di Riva di Chieri hanno sfilato, bloccando il traffico, davanti alla sede Whirlpool di Pero, alle porte di Milano.  Cinque di loro si sono anche simbolicamente incatenati ai cancelli: l'ennesimo tentativo di avere risposte certe sul loro futuro e sugli stipendi e la tredicesima non erogati da dicembre.

La Whirlpool, lo scorso 3 febbraio, in occasione dell'incontro al Mise, si era impegnata a sbloccare i pagamenti entro due settimane ma ad oggi, dopo 15 giorni, tutto sembra ancora fermo. I dipendenti hanno anche incontrato l'avvocato Giorgio Mariani della Deloitte incaricata da Whirlpool di seguire la vicenda dal punto di vista legale. 

In attesa di risposte 

“Sia la Ventures, con la famiglia DiBari, sia la Whirlpool responsabile dei fondi per la reindustrializzazione - ha affermato VitoBenevento, della segreteria Uilm Torino - continuano a non dare risposte alle questioni poste al tavolo del Mise. Il termine dei 15 giorni entro i quali l’azienda si era impegnata a sbloccare gli stipendi è scaduto, dunque ci aspettiamo una presa di posizione ferma da parte del ministero nei confronti delle due società”.

“La manifestazione di oggi sotto la sede di Whirlpool Emea - ha aggiunto - dimostra che i lavoratori continuano a lottare per portare a termine positivamente una vertenza che, diversamente, a luglio vedrà oltre 400 licenziamenti".

“Siamo stufi di risposte inutili, vogliamo sapere come stanno le cose senza se e senza ma - dichiara Ciro Marino, segretario della Uglm di Torino -. La Whirlpool Sud America con gli impegni presi al Ministero, deve ottemperare alle promesse fatte. Restano in sospeso ancora i salari non percepiti che da quello che hanno dichiarato al Ministero 15 giorni fa, sarebbero stati pagati.

È dal 3 febbraio che attendiamo risposte certe sui pagamenti non erogati ai dipendenti - ha concluso - , ma alla luce dei fatti non si intravede nulla. La disperazione dei lavoratori è alta e non si escludono altre manifestazioni: non permetteremo che questa vertenza debba concludersi con un triste esodo".

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