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Ex Embraco, ritirate le 391 lettere di licenziamento: sei mesi per trovare un investitore

Adesso un piano industriale

Immagine di repertorio

Revocate le lettere di licenziamento per i 391 lavoratori della Ex Embraco di Riva di Chieri. Il provvedimento è stato adottato dal curatore fallimentare dopo l'autorizzazione della proroga della cassa integrazione straordinaria per cessata attività fino al 31 dicembre prossimo. I licenziamenti sarebbero scattati il 23 luglio. 

"Il primo obiettivo è stato raggiunto" è il commento di Elena Chiorino, assessora al Lavoro della Regione Piemonte, "È stato un percorso a ostacoli, ma con responsabilità comune si è riusciti nell’intento di tutelare quanto più possibile i lavoratori. Il via libera di oggi consente alle 391 famiglie di tirare un momentaneo sospiro di sollievo. La cassa integrazione prolungata è soltanto temporanea, adesso bisogna che il ministero dello Sviluppo Economico corra sul piano industriale”

"Un risultato raggiunto con non poche difficoltà  per via degli ostacoli di procedura burocratica", commenta Ugo Bolognesi della FIOM torinese, "Questa non è la fine della storia, casomai rappresenta un nuovo inizio: il Governo italiano è chiamato a dare finalmente una risposta concreta alle famiglie dei lavoratori ex Embraco. Si entri subito nella definizione di uno o più progetti industriali per ridare la dignità del lavoro a tutte e tutti i lavoratori che stanno soffrendo da troppi anni". 

"Un sospiro di sollievo al fotofinish per i lavoratori ex Embraco, ma non basta", spiega Vito Benevento, segretario organizzativo Uilm Torino, "Chiediamo immediatamente un incontro al ministero dello Sviluppo Economico per capire gli sviluppi su un possibile piano alternativo a Italcomp, che non esiste più. Il Governo ha il dovere morale di risolvere positivamente questa vertenza".

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