Economia Centro / Piazza Castello

Ex Embraco, adesso il rischio è che salti la cassa integrazione: 400 lavoratori in bilico

La proroga è legata al piano industriale

Immagini di repertorio

Per i lavoratori della ex Embraco di Riva di Chieri adesso nulla è più scontato. Con la bocciatura del progetto Italcomp da parte del ministro Giancarlo Giorgetti, adesso è a rischio anche la proroga della cassa integrazione per i 400 lavoratori. La sottosegretaria Todde ha annunciato un incontro a breve con il Ministero del Lavoro per affrontare la questione, ma il conto alla rovescia continua a procedere e i licenziamenti si avvicinano. 

Per la proroga della cassa integrazione inserita nel decreto Sostegni Bis è determinante la presenza di un piano industriale reale che miri alla riapertura dello stabilimento. Con l'addio al progetto Italcomp e alla realizzazione di un polo nazionale per la realizzazione di compressori per elettrodomestici, il piano industriale viene a mancare e così anche l'appiglio che al momento consentiva al Ministero del Lavoro e Ministero dello Sviluppo Economico di autorizzare la cassa integrazione. 

La cassa integrazione scadrà il 22 luglio e se entro quella data non verrà trovata una soluzione i lavoratori dal 23 saranno licenziati. 

I tempi della gestione della crisi li ha dettati questa mattina - venerdì 9 luglio - la vice ministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde: "In attesa del tavolo tecnico per discutere degli ammortizzatori sociali per i lavoratori ex Embraco, che sarà convocato dal Ministero del Lavoro nei prossimi giorni, ho confermato in modo formale alle parti interessate che il MiSE ha attivato - per tramite di Invitalia - un’intensa attività di scouting al fine di individuare investitori Italiani e Esteri interessati al progetto di reindustrializzazione. Il MiSE è pronto a supportare un progetto serio e concreto con tutti gli strumenti che può mettere a disposizione, incluso l’utilizzo del fondo Salvaguardia". 

La vice ministra ha poi aggiunto: “La messa in sicurezza dei lavoratori Embraco e di Acc in amministrazione straordinaria è prioritaria ma lo è anche un progetto industriale robusto che possa garantire futuro per questi lavoratori". 

"Sconcertante che il ministro Giorgetti abbia messo una pietra tombale sul progetto Italcomp attraverso una nota stampa, senza ritenere di dovere incontrare sindacati e lavoratori. Era evidente che il ministro Giorgetti, sin dal suo insediamento, non fosse convinto di questa prospettiva, e che l’arrivo di un investitore privato appartenesse più al mondo delle illusioni che non a quello delle concrete possibilità", ha commentato Alessandro Sicchiero, sindaco di Chieri.

Intanto i lavoratori continuano a essere in presidio permanente in Piazza Castello davanti alla sede della Regione Piemonte.

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