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Embargo russo, danni ingenti per il settore agroalimentare piemontese

Con il blocco degli scambi commerciali voluto da Mosca, le perdite per il Piemonte, secondo le stime fatte dalla Coldiretti regionale, ammontano già a 60 milioni di euro

Sono ingenti i danni diretti causati dall'embargo russo al settore agroalimentare del Piemonte. Le cifre ammontano già a 60 milioni di euro ed è la stima fatta dalla Coldiretti regionale. L'embargo, deciso a Mosca per protestare alle sanzioni dell'UE, sta danneggiando soprattutto il settore ortofrutticolo sebbene a risentirne siano anche quello zootecnico e le coltivazioni delle patate.

La Russia è sempre stata per il Piemonte un mercato prezioso in grado di creare ricchezza e lavoro e il blocco degli scambi commerciali comporta purtroppo perdite notevoli.

 "Oltre ai danni economici diretti - ha spiegato Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Piemonte - l'embargo sta producendo anche uno sconvolgimento degli equilibri di mercato. Le produzioni ortofrutticole degli altri paesi europei, respinte dalla Russia, vengono riversate sul mercato italiano, facendo calare vertiginosamente i prezzi. Ancora una volta a rimetterci sono le nostre aziende agricole i cui prodotti non ottengono la giusta valorizzazione e remunerazione".

  


 

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