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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

A Torino la professione del commercialista è 'in rosa', ma le donne guadagnano meno degli uomini

Oltre il 40% degli iscritti all'ente previdenziale della categoria è femmina

A Torino sono numerose le quote rosa tra i dottori commercialisti, peccato che abbiano un volume d'affari e guadagni inferiori rispetto ai colleghi maschi. Dei 2.451 professionisti della provincia di Torino iscritti alla Cassa Dottori Commercialisti, l’ente che si occupa della previdenza e dell’assistenza a favore della categoria, che rappresentano il 59,6% di tutto il Piemonte, il 40,4% è donna, con un’incidenza femminile che supera di oltre 7 punti percentuali la media nazionale che è pari al 33,2%. Rimane però ancora un elevato 'gender pay gap', considerato che reddito e volume d’affari medi registrati dalle professioniste torinesi sono inferiori rispettivamente del 44,5% e del 48,9% a quelli dei loro colleghi. 

Una platea più rosa rispetto a quella nazionale

Professioniste che nel 2021 sono state anche tra le principali destinatarie delle iniziative di welfare, con il 70,6% degli oltre 616mila euro erogati da Cassa Dottori Commercialisti per l’assistenza ordinaria agli iscritti della provincia di Torino nel 2021 destinati a contributi e indennità di maternità. Una platea più 'rosa' di quella nazionale, ma meno giovane, se consideriamo che il 49,5% degli iscritti torinesi è over 50 rispetto al 47,5% che si registra in media nel Paese. 

Decisamente più alti della media italiana sono invece i redditi dichiarati dai dottori commercialisti torinesi che nel 2021 hanno fatto registrare una media pari a 80.539 euro, superiore del +18,4% rispetto a quella italiana, così come il volume d’affari che in media è stato di poco superiore a 150mila euro (25% in più rispetto al resto del Paese). Redditi che, seppur elevati, restano sostanzialmente stabili rispetto al 2020 (+0,6%) e in linea con i livelli reddituali dei dottori commercialisti piemontesi, rispetto ai quali i professionisti di Torino registrano uno 0,5% in più nel reddito medio e uno 0,2% in meno nel volume d’affari. 

Una categoria che 'ha tenuto' nonostante la pandemia

“La sostanziale stabilità nei livelli di reddito dei professionisti torinesi – spiega il presidente di Cassa Dottori Commercialisti, Stefano Distilli – mantenuta nel corso dei due anni di emergenza pandemica, conferma ancora una volta la tenuta di una categoria come quella dei dottori commercialisti, storicamente anti-ciclica rispetto all’andamento economico. Allo stesso tempo però, rimane una priorità quella di continuare a garantire iniziative di welfare che siano in grado non solo di sostenere, ma di rilanciare la crescita professionale degli iscritti”. 

Rispetto ai contributi di welfare erogati nel 2021 da Cassa Dottori Commercialisti a favore dei dottori commercialisti torinesi, poco meno di 60mila euro sono stati destinati borse di studio e contributi a supporto della professione, ovvero a iniziative a sostegno dell’avvio degli studi e della crescita professionale. 


 

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