Economia

Si dimette il presidente di Finpiemonte, indagato per appropriazione indebita

Il commercialista area Pdl Feira è indagato per appropriazione indebita e fatture false relativamente alla sua attività privata di professionista. Gli episodi contestati risalgono al 2010

Non è più il presidente di Finpiemonte Massimo Feira . In serata il commercialista di area Pdl, dal 2010 alla guida della società finanziaria della Regione Piemonte, ha rassegnato le dimissioni "per senso di responsabilità civile e politica".

Feira è indagato per appropriazione indebita e fatture false relativamente alla sua attività privata di professionista, consulente di alcune società immobiliari, nel pomeriggio il suo legale, avvocato Andrea Galasso, aveva ricevuto la convocazione per il suo interrogatorio in funzione di una richiesta degli inquirenti per la sua sospensione dall'incarico. "Il solo fatto che i magistrati che conducono l'indagine ritengano opportuno richiedere al giudice la sospensione dalla mia carica - si legge in una lettera inviata all'ANSA - mi induce a rassegnare io stesso le dimissioni".

Gli episodi contestati dal pm Vincenzo Pacile, che coordina le indagini, all'ormai ex presidente di Finpiemonte risalgono al 2010, quando lavorava nello studio di commercialista dell'ex deputato Dc Riccardo Sartoris. La vicenda è partita da un controllo dell'Agenzia delle Entrate ed è proseguita, restando sottotraccia per mesi, con controlli da parte dei carabinieri e della guardia di finanza in servizio presso la procura del capoluogo piemontese. Nella lettera in cui annuncia le dimissioni, Feira ribadisce "con fermezza" la sua estraneità agli addebiti, "peraltro legati strettamente - sottolinea - alla mia sfera personale e professionale e risalenti ad epoca in cui non coprivo" la carica di presidente di Finpiemonte.


Prima di dimettersi, Fiera ha ringraziato "per il grande lavoro" il Cda, il Collegio Sindacale, l'Organismo di vigilanza, il direttore generale e tutti i dipendenti e collaboratori di Finpiemonte. "Ringrazio inoltre il presidente Cota - conclude nella lettera - la giunta regionale e il senatore Enzo Ghigo (coordinatore piemontese del Pdl, ndr) per la fiducia in me riposta e mai venuta meno". (ANSA)

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