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De Tomaso, la partita non è finita: ci sono tre proposte da valutare

Tre proposte sono state presentate da gruppi automobilistici per la De Tomaso: se la trattativa, portata avanti dalla Regione Piemonte, andrà in porto, i 900 licenziamenti a Grugliasco saranno evitati

Il tempo stringe per i lavoratori della De Tomaso. Le lettere di licenziamento già arrivate, hanno messo i 900 dipendenti di Grugliasco e i 100 di Livorno in una posizione più che precaria, da cui ne vogliono uscire il prima possibile. Urge quindi trovare un compratore per la ex fabbrica automobilistica che ha il suo stabilimento più grande alle porte di Torino.

La speranza è l'ultima a morire e per questo i mille hanno deciso che fino all'ultimo giorno di cassa integrazione (4 gennaio 2014) lotteranno per il proprio futuro, chiedendo l'aiuto della Regione Piemonte e dell'assessore al Lavoro Claudia Porchietto. Proprio da quest'ultima sono arrivate notizie che lasciano uno spiraglio ancora aperto. Tre proposte per la De Tomaso sarebbero al vaglio.

Se da un lato si corre per far sì che un investitore venga trovato prima della fine dell'anno, dall'altro lato i sindacati sono già pronti a lottare per far sì che venga garantita una prospettiva occupazionale a tutti i lavoratori, con proroga della cassa integrazione se necessario ulteriore tempo oltre il 4 gennaio.

Sul fronte nazionale l'ex segretario Fiom, Giorgio Airaudo, oggi senatore di Sel, ha presentato un'interpellanza urgente al governo a cui chiede di non lasciare sole le Regioni Piemonte e Toscana e, a Torino, di utilizzare lo strumento immobiliare dal momento che l'impianto di Grugliasco è di proprietà della finanziaria regionale Finpiemonte.

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