Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

De Tomaso, i lavoratori manifestano: "Dove sono i nostri stipendi?"

I lavoratori dell'azienda di Grugliasco protestano per il mancato pagamento degli stipendi per il quinto mese successivo. Hanno incontrato l'assessore Porchietto: "La confusione è totale"

I lavoratori della De Tomaso di Grugliasco in provincia di Torino hanno manifestato, questa mattina, sotto la sede dell'assessorato regionale al Lavoro. Il motivo della protesta è il mancato pagamento degli stipendi per il quinto mese successivo.

I delegati di fabbrica hanno incontrato l'assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto che, secondo quanto riferito dai sindacati, ha spiegato che i fondi regionali sono 'congelati' in attesa della partenza dei corsi di formazione in azienda. Inoltre, mancherebbe anche il piano di formazione che dovrebbe essere presentato dall'azienda, e questo impedisce lo sblocco dei fondi europei.

"La situazione - dice Benedetto Termine della Fim-Cisl - è di totale confusione. Non è chiara la posizione dell'azienda e anche quella della Regione Piemonte è interlocutoria. Abbiamo concordato di organizzare nei prossimi giorni un incontro con tutti i soggetti coinvolti". La situazione è tesa da mesi nello stabilimento alle porte di Torino. Già ad aprile e maggio i lavoratori avevano fatto sentire la loro voce. Per ora non è stata trovata nessuna soluzione.

"Senza un piano industriale non avremmo ottenuto quattro anni di cassa integrazione in deroga. La Regione Piemonte smetta di nascondersi dietro un dito e cerchi con noi una soluzione, altrimenti molliamo tutto e diamo le chiavi agli assessori Porchietto e Giordano". Gianluca Rossignolo, figlio di Gian Mario e responsabile marketing della De Tomaso, non nasconde la sua rabbia dopo la nuova manifestazione dei lavoratori della ex fabbrica Pininfarina di Grugliasco, che protestano per il ritardo nel pagamento degli stipendi. "Gli operai sono incavolati? Io lo sono quanto loro", afferma. "La Regione Piemonte ha erogato finora 7,5 milioni di euro e si era impegnata a trovare la condizioni perché ci fosse la copertura degli altri 11 milioni previsti dal piano iniziale di acquisizione del ramo d'azienda Pininfarina. Il mancato sblocco dei soldi ci ha fatto perdere anche finanziamenti bancari come quello da 5 milioni del Montepaschi di Siena". "Nel gennaio 2010 - sostiene Rossignolo - abbiamo salvato 900 dipendenti che sarebbero stati messi in mobilità. Abbiamo anticipato sempre la cassa integrazione, ora siamo in ritardo nel pagamento degli stipendi perché quegli 11 milioni ci mancano. Facciamo di tutto per mantenere in piedi l'azienda e la Regione non ci concede neanche l'incontro che da marzo continuiamo a chiedere. Siamo stufi di fare la parte del lupo cattivo".

Fonte: Ansa

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