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La crisi attanaglia piazza Galimberti: decine i negozi chiusi

Da quando il mercato ortofrutticolo di piazza Galimberti si è trasferito, i negozianti lamentano anche il 70% in meno dell'incasso. Petizione in atto

“Aiutateci, o piazza Galimberti diventerà un deserto”. I negozianti della storica piazza, cuore della borgata Filadelfia, lanciano un appello drammatico: il commercio, in piazza Galimberti, sta navigando a vista, e per molti la situazione di estrema difficoltà ha già significato la chiusura. Almeno 20 negozi hanno già calato per sempre le saracinesche, e potrebbero essere seguiti da altri: la crisi, nel borgo, si sente, eccome.

“Manca circa il 70% del lavoro – si sfoga Linda Mancini, titolare del bar Roxy – tutta colpa della chiusura dei mercati ortofrutticoli all’ingrosso (il Moi), che ha portato via l’economia della piazza. E a nulla sono valse le manifestazioni che sono state organizzate qui negli anni: solo Paratissima ci ha fatto lavorare un po’ di più, ma noi abbiamo comunque dovuto lasciare a casa quattro persone, da quando il Moi ha chiuso”.

Le parole della signora Mancini possono essere duplicate molte altre volte: i commercianti vivono infatti una crisi molto forte. “Sì, manca circa il 70% del lavoro – spiega Marco Macagno, barista del bar Sprint – prima della chiusura dei mrcati qui si lavorava 24 ore su 24”. Mentre, adesso, la crisi ha costretto molti negozianti alla chiusura, o al trasferimento, lasciando il cuore della borgata ridotto ad un cimitero di serrande abbassate.

I commercianti hanno dunque iniziato una raccolta firme per salvare l’economia della piazza. La petizione è partita prima di Natale: non è la prima che viene organizzata per dare risalto al problema, ma ha un intento preciso: “Chiediamo che venga istituito un mercato rionale”, spiegano, precisando che sarebbero collocabili circa 80 banchi. Un modo per attirare gente, soprattutto perché i mercati più vicini (a Santa Rita, piazza Guala o via Vigliani) sono lontani e difficili da raggiungere, specialmente dagli anziani. “Con questo mercato potremmo riqualificare la zona – sostiene Gianni, macellaio – sarebbe un modo per vincere la concorrenza dei supermercati, e dare un calcio alla crisi”.

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