Domenica, 26 Settembre 2021
Economia Centro / Via Giuseppe Verdi

Spettacolo dal vivo, è crisi nera: cinema, teatro ed eventi hanno perso 200 milioni di euro nel 2020

In 10 anni tagliati i contributi del 50%

A rendere impietosa e allarmante la situazione del comparto culturale in Piemonte è la relazione annuale dell'Osservatorio culturale Piemonte e di Ires. I numeri parlano di un settore che annaspa a causa del covid, ma che è stato 'abbandonato' già da molto tempo prima. 

A snocciolarli, durante il sesto forum dello spettacolo organizzato da ASGI (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo), è Luca Dal Pozzolo: nel 2020 il comparto ha perso ben 200.000.000 di euro di incassi del pubblico partecipante agli eventi culturali; stessa cifra circa che ogni anno viene erogata da Stato, Comuni, Regione e Fondazioni bancarie al comparto stesso. Gravita della situazione che diventa ancora più nitida se si considera che prima del 2010 questi stessi enti erogavano oltre 400.000.000 di euro al comparto. 

A farne le spese in modo maggiore è stato lo spettacolo dal vivo che ha perso 75 milioni di euro, poi il cinema che ha perso 44 milioni di euro, altre forme di spettacolo e intrattenimento che hanno perso 30 milioni di euro, i musei che hanno perso 26 milioni di euro, imprese culturali e creative che hanno perso 22 milioni di euro e il settore dell'organizzazione di eventi che ha perso 20 milioni di euro. 

"La situazione nella quale ci troviamo è particolarmente delicata perché si rischia di perdere posti di lavoro e lo è anche perché vi è un'incertezza che non riusciamo a sciogliere", spiega Luca Dal Pozzolo, "Non ci si può rassegnare a pensare che nei prossimi anni la modalità di frequentazione dei musei, delle sale, dei teatri sia questa. Era difficoltosa la situazione prima della pandemia, ma riaprire oggi con le capienze dimezzate è un atto assoluto di coraggio". 

"Dobbiamo guardare la situazione dritto negli occhi e cercare di addolcire la pillola non serve a nessuno. Bisogna costruire le condizioni per uscire da questa situazione", continua Dal Pozzo, "Non è facile, ma bisogna farlo. Credo che ci voglia una capacità di ascolto molto forte e una capacità di costruzione. Non vi è solo una questione monetaria, ma anche progettuale. Sappiamo che anche nei periodi di crisi spesso ci sono le risorse economiche, ma non i progetti". 

L'intervento dei candidati sindaci

Ascolto che questa mattina, mercoledì 15 settembre, hanno esercitato Stefano Lo Russo - candidato del centrosinistra - e Angelo D'Orsi - candidato di Sinistra in Comune, Potere al Popolo e PCI - offrendo alla platea del cinema Massimo, composta da addetti ai lavori, la loro visione per uscire dalla crisi del settore. 

"L'amministrazione pubblica sta diventando un bandificio, non solo in campo culturale. Si è persa l'attitudine al finanziamento ordinario", spiega Stefano Lo Russo, "La sensazione che ho è che si passi più tempo a redigere bandi, mettere in mezzo le clausole e a costringere il comparto culturale, e non solo, per essere fittanti ai requisiti del bando. Io penso che questo criterio vada meso un po' in discussione su due fronti: sulla durata del finanziamento e sulla questione dell'accreditamento che avverrebbe con procedure di evidenza pubblica in modo trasparente. In questo modo ci sarebbe più strutturalità e capacità di pensare al futuro. Poi c'è anche il tema della liquidazione delle fatture che mi sembra un po' inicuo dal punto di vista etico e morale". 

"La prossima amministrazione dovrebbe favorire innovazioni, vale a dire per esempio il biglietto multiplo al cinema da utilizzare su più sale cinematografiche, come se fosse un permanente festival cinematografico. Io vorrei che ci fosse un cinema o una biblioteca in ogni quartiere. Torino non può essere solo la zona ZTL, Torino è anche le sue vaste periferie che sono state abbandonate negli ultimi 30anni", spiega Angelo D'Orsi, "Torino è una città disperatamente frammentata e credo che lo spettacolo possono avere una funzione fondamentale. Facciamo tanti cinema e locali di quartiere che siano anche di incontro per i giovani che nelle periferie ne hanno disperato bisogno". 

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