Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Ex Bertone, la Uilm raccoglie 350 firme per il sì all'accordo

Ormai tra i sindacati è scontro aperto. La Fiom raccoglie 400 firme per invitare Sergio Marchionne a un confronto, proprio mentre nasce un Comitato per il sì all'accordo

Sempre più surriscaldato il clima alla Ex Bertone. Con poche differenze si sta riproponendo il modello Pomigliano e Mirafiori: la Fiat investirà, così ha ripetuto, solo se tutti i sindacati firmano il nuovo piano aziendale. Per il Lingotto non basta di Fim, Uilm e Fismic. Qui la Fiom, che si oppone all'accordo, ha il 65% dei consensi. La Fiat ha in programma di investire per il rilancio delle Officine Automobilistiche Grugliasco, l'ex carrozzeria Bertone, 500 milioni di euro per produrre un nuovo modello Maserati. I lavoratori della ex Bertone, che la Fiat ha rilevato dall'amministrazione straordinaria, sono 1.095 e da sei anni in cassa integrazione.

Ormai tra i sindacati è scontro aperto. La Fiom raccoglie 400 firme per invitare l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a recarsi in fabbrica per un confronto diretto con i lavoratori. I firmatari della lettera si dicomo "orgogliosi" di fare parte del gruppo Fiat, ma non accettano alcuni punti dell'accordo che viene proposto agli operai: "Non capiamo, ad esempio, cosa centri l’assenteismo in un’azienda che da anni non può neanche misurarlo (la cassa integrazione è un'abitudine da anni, ndr), non capiamo perché dobbiamo essere pregiudizialmente inaffidabili".

C'è una parte degli operai che vuole firmare il nuovo contratto, e vuole anche firmare in fretta. Sono state raccolte già 350 firme dal Comitato per il sì all'accordo sul rilancio dello stabilimento. Fanno parte del comitato Uilm e Fismic, ma non la Fim. Se le due sigle riusciranno nella difficilissima impresa di raccogliere l'adesione di oltre il 50% dei lavoratori  chiederanno un incontro con la Fiat per firmare subito l'accordo. Se invece il numero di firme sarà inferiore, si chiederà all'azienda di indire un referendum tra gli operai per una decisione definitiva.


Maurizio Peverati, segretario generale della Uilm: "I lavoratori hanno già patito troppo la cassa integrazione durata ben sei anni ha stremato molte famiglie e la crisi economica mondiale ha impedito a molti di optare per altre scelte occupazionali. La gente vuole tornare presto a lavorare".

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