Cimici asiatiche, la mobilitazione per fermare la "strage aliena" che mette a rischio la frutta

Cirio: "È una piaga per l'agricoltura piemontese"

Era presente, con delegazioni da tutte le province, Coldiretti Piemonte alla manifestazione di mercoledì 29 gennaio a Verona per fermare la strage senza precedenti provocata dalla cimice killer dei campi. Al presidio che ha radunato migliaia di agricoltori da tutta Italia, c'era in prima fila anche la Regione Piemonte con il governatore Alberto Cirio e gli assessori all'Ambiente Matteo Marnati e all'Agricoltura Marco Protopapa.

Prima mobilitazione nazionale 

Si tratta della prima mobilitazione a livello nazionale, contro l’invasione di insetti "alieni" di origine asiatica, portati in Italia dai cambiamenti climatici e dai ritardi nella prevenzione e nei controlli dell’Unione Europea. Un problema quello delle cimici che, come ha sottolineato Marnati "si riverbera anche sull’ambiente, in particolare sui pioppi che se colpiti non riescono a filtrare la CO2 e quindi a migliorare la qualità dell’aria" .

"La cimice asiatica - ha dichiarato Cirio - è una vera e propria piaga che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura italiana e in particolare la frutticoltura, una delle eccellenza del Piemonte. Ho voluto che la Regione fosse presente - ha continuato il presidente - perché non lasceremo soli i nostri agricoltori in questa battaglia. Siamo di fronte a un' emergenza che sta provocando centinaia di milioni di danni". Solo in Piemonte, a questo proposito, le cifre superano i 180 milioni di euro.

Richieste a Bruxelles

"A Bruxelles - ha aggiunto - nell'incontro del 5 febbraio con la Commissione Agricoltura, chiederemo di attivare specifiche risorse per i risarcimenti e per la ricerca".

Ma la Regione Piemonte non si ferma qui e intende inserire nel prossimo Piano di Sviluppo Rurale delle misure di contrasto mirate per lo sviluppo di questo insetto. 

"Abbiamo già avviato alcune campagne di sensibilizzazione - ha spiegato l'assessore Protopapa - rivolte alle scuole e ai Comuni, in collaborazione con Anci e Agrion, la Fondazione per la ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese. Con Agrion in particolare - ha aggiunto - stiamo lavorando allo studio di possibili soluzioni, in sinergia con il sistema universitario, i rappresentanti del mondo agricolo e le realtà private e industriali che proprio nella ricerca stanno investendo risorse importanti".

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