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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Crisi Douglas, la catena di profumerie chiude un terzo dei negozi nel Torinese: 120 punti vendita in tutta Italia

Tra Torino e provincia gli esercizi commerciali sono dodici: quattro abbasseranno le serrande definitivamente

Futuro in bilico per i dipendenti piemontesi e torinesi della catena di profumerie tedesca Douglas. Sei negozi, di cui quattro tra Torino e provincia, uno ad Alessandria e uno a Biella chiuderanno molto probabilmente nei prossimi mesi. Sul territorio torinese sono presenti in tutto dodici negozi, otto nel capoluogo piemontese (via Roma, via Garibaldi, centro commerciale Parco Dora di via Livorno, via Treviso, via Nicola Fabrizi, piazza Santa Rita, via Chiesa della Salute, via Nizza) e altri quattro a Collegno, Caselle, Moncalieri e Nichelino. Un terzo quindi abbasseranno le serrande definitivamente. Mentre in Italia - oltre che in Piemonte anche in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria - sono a rischio chiusura, in totale, 128 punti vendita con il conseguente licenziamento di 457 dipendenti.

La situazione è stata denunciata dalle sigle Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs: ''La catena tedesca ha già disdettato la maggior parte dei contratti di locazione dei negozi. Si tratta di una scelta contestata, arrivata in assenza di un piano commerciale ufficiale, anche alla luce della proroga dei licenziamenti stabilita dal Dl Sostegni al 31 ottobre 2021".

Le tre organizzazioni sindacali hanno ribadito la ferma contrarietà alle chiusure e hanno sollecitato la convocazione del tavolo di crisi presso il ministero dello Sviluppo Economico, già richiesta nelle scorse settimane: "Il confronto con la direzione aziendale è stato aggiornato al 9 aprile, data entro la quale Douglas dovrebbe presentare il piano commerciale palesando i criteri di individuazione utilizzati e quali sono le misure che intende mettere in campo volte alla salvaguardia occupazionale, atteso che grazie all’e-commerce il calo di fatturato è stato decisamente contenuto".

I sindacati: ''Una scelta inaccettabile''

"Abbiamo chiesto di sviluppare e illustrare un piano industriale di ampio respiro e serio che dia valore al capitale umano, che è il vero valore aggiunto a maggior ragione per un'azienda che offre prodotti e servizi per la cura della persona, postulato sulla salvaguardia occupazionale", ha ribadito la segretaria nazionale della Fisascat Cisl, Aurora Blanca.

"Quella di Douglas di chiudere i negozi è una scelta inaccettabile - ha aggiunto la sindacalista sottolineando che - si tratta di un'azienda che impiega prevalentemente donne e che, qualora non si dovessero trovare delle soluzioni, questo segnerebbe ancor di più il gap di genere esistente nel nostro Paese".

Blanca, pur comprendendo le tempistiche legate al riordino del Mise, evidenzia "l'urgenza e l'indifferibilità della convocazione dal dicastero a fronte della situazione che si sta paventando di ora in ora. E' una battaglia contro il tempo - ha sottolineato - ma dobbiamo convogliare tutte le forze, affinché le risorse umane tornino a rappresentare il fulcro nevralgico della discussione senza assistere in modo passivo alla debacle totale".

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