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Chiusura Indesit di None: intervengono Ministero e Regione

"Lo stabilimento - ha dichiarato l'Assessore Porchietto - non deve chiudere. La crisi dell'Indesit riguarda l'intero settore, per 130 mila persone in Italia"

Incentivi per il sito indesit di None: così il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Piemonte scendono in campo in favore dei lavoratori dell'azienda. Tali fondi saranno finalizzati a ricerca, efficientamento della fabbrica e riqualificazione del personale. I sindacati, d'altronde, stigmatizzano "la chiusura netta dell'azienda" che non fa passi indietro e conferma la fine dell'attività produttiva con il trasferimento dell'attività in Polonia. Un nuovo incontro è fissato al ministero per il 27 giugno. A None continuerà il presidio permanente dello stabilimento ed è confermato lo stato di agitazione in tutte le fabbriche del gruppo. "Ci auguriamo che l'azienda riveda la sua posizione - spiega Alessandro Pagano coordinatore nazionale della Fiom - e manteniamo fiducia nel tavolo istituzionale. Consideriamo la netta chiusura dell'azienda preoccupante anche per il futuro degli altri stabilimenti del gruppo".

D'accordo con Pagano è l'Assessore al lavoro della Regione Claudia Porchietto: "Lo stabilimento Indesit di None non deve chiudere. Lo abbiamo ribadito al tavolo ministeriale portando una serie di proposte concrete per evitare l'ennesima delocalizzazione. Anche le rappresentanze sindacali hanno accolto in modo positivo le nostre proposte, auspicando che ora il Ministero dello Sviluppo Economico faccia la sua parte portando nei prossimi giorni il proprio contributo". L'assessore ha pubblicato una nota, nella quale auspica che "anche l'azienda faccia la sua parte, utilizzando questa settimana non solo per posticipare una decisione già presa ma per studiare realmente una via d'uscita che permetta di continuare la produzione in Italia". "Non siamo disponibili come Regione - continua l'esponente della Giunta Cota - a subire passivamente la cancellazione, stabilimento per stabilimento, del nostro tradizionale tessuto manifatturiero. La crisi dell'Indesit in Piemonte è solo l'inizio della crisi di un intero comparto. Il settore dell'elettrodomestico occupa 130 mila persone in Italia. Un terzo di loro rischia di andare a casa".

(ANSA)

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