Nebiolo, l'azienda fallita chiederà la cassa integrazione per un anno

Assessore Pentenero: "Una boccata di ossigeno per i lavoratori"

La Nebiolo Srl è stata dichiarata fallita a ottobre ma per i suoi 37 dipendenti potrebbe arrivare "una boccata d'ossigeno". L'azienda infatti chiederà al giudice l’autorizzazione per fare ricorso, a partire dal 1° gennaio 2019, alla cassa integrazione straordinaria per cessata attività, per un anno. E’ quanto emerso al termine dell’incontro di procedura che si è svolto nel tardo pomeriggio di mercoledì 5 dicembre presso l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, in presenza del curatore fallimentare, Maurizio Gili, dei rappresentanti sindacali della Fiom Cgil e della Uilm e dell’assessora regionale Gianna Pentenero.

Dei 37 lavoratori attualmente in forza nello stabilimento di Bruino, che dal 1952 si occupava di produzione di carpenteria leggera per elettronica e particolari per sistemi ferroviari, 23 risultano impiegati nell’esercizio provvisorio autorizzato dal Tribunale di Torino, gli altri 14 sono sospesi. Per tutti, la curatela fallimentare chiederà di far ricorso all’ammortizzatore sociale. “L’accordo sottoscritto in Regione – ha dichiarato l’assessora al Lavoro Gianna Pentenero, – esclude soluzioni traumatiche per i lavoratori, dando loro una boccata di ossigeno, in attesa che possano farsi avanti potenziali acquirenti. L’assessorato al Lavoro continuerà naturalmente a seguire la vicenda e, nell’ambito del possibile ricorso alla cassa integrazione, metterà a disposizione le politiche attive del lavoro”.

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