Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Ex Bertone, è un plebiscito: 88% di sì al piano Marchionne

Alla ex Carrozzeria Bertone gli operai hanno detto sì al referendum, approvando in pratica il piano Marchionne che riporterà "in vita" lo stabilimento di Grugliasco. Ma nella Fiom è bufera

Il risultato era scontato, dopo il via libera delle rsu Fiom, ma mancava l'ufficialità. E' arrivata ieri sera. Alla ex Carrozzeria Bertone gli operai hanno detto sì al referendum, approvando in pratica il piano Marchionne che riporterà "in vita" lo stabilimento di Grugliasco. Hanno votato 1.011 lavoratori su 1.087 totali, il 93%: 886 lavoratori, pari all’88,8%, hanno detto sì. Soltanto 111 i no (11,14%), le schede nulle 10, 4 le bianche. Le organizzazioni sindacali Fim, Uilm, Fismic e tutte le rsu, Fiom compresa, hanno firmato l'accordo che prevede l'applicazione del modello di primo livello di Pomigliano e Mirafiori.

Il commento del Lingotto non tarda ad arrivare: "In presenza della firma di un accordo e della esistenza delle condizioni applicative necessarie, Fiat provvederà a dare il via libera al piano di investimenti previsti dal progetto". L’azienda aveva detto chiaramente che ci voleva la firma ufficiale sull'accordo : "Ora sarà necessario "verificare la disponibilità delle organizzazioni sindacali a formalizzare la proposta aziendale". Detto in parole povere: bisognava mettere neo su bianco l'ok dei sindacati al contratto di primo livello, lo stesso di Pomigliano e Mirafiori.

"Ha vinto la responsabilità, ha perso l'estremismo della Fiom": così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, commenta la vittoria del sì al referendum alla ex Bertone per l'investimento della Fiat. "L'esito del voto alla ex Bertone è un segnale di svolta nella vicenda Fiat. Spero - aggiunge Bonanni - che ora il gruppo dirigente della Cgil tiri le somme e analizzi questa clamorosa sconfitta di una linea antagonista che è stata bocciata in maniera plebiscitaria dai lavoratori della ex Bertone".

Piero Fassino commenta: "Dai lavoratori della ex Bertone è giunta una scelta chiara, ispirata da responsabilità  e generosità. Adesso - ha detto ancora Fassino - l'azienda corrisponda con le sue scelte alle aspettative dei lavoratori, dando corso agli investimenti annunciati. Dal voto viene anche una spinta all'unità  delle organizzazioni sindacali che non va lasciata cadere".

"È un risultato che dimostra l'intelligenza e la responsabilità dei lavoratori. A questo punto bisogna che nei tempi previsti si realizzi l'investimento che è di grande importanza per l'intero sistema territoriale piemontese". È il commento del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.


Ma nella Fiom è scontro aperto, apertissimo. La Fiom continua a ripetere che non firmerà alcun accordo, i suoi delegati alla Bertone dicono che lo faranno. Per Maurizio Landini i delegati (coloro che hanno chiesto ai lavoratori di votare sì) hanno agito "per legittima difesa", ma Giorgio Cremaschi è furioso. Ha chiesto "smentire le Rsu e dire che la loro firma non è valida". Lunedì, nel comitato centrale, la resa dei conti. La sensazione è che i rapporti tra le organizzazioni sindacali siano a un punto di svolta.

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