BlueCar chiude lo stabilimento di produzione a Bairo: 47 lavoratori a rischio

Era l'unico attivo nel settore delle auto elettriche

BlueCar, l'azienda del gruppo francese Bollorè che produce auto elettriche per il car sharing, non produrrà più a Bairo Canavese. Dall'ex stabilimento Pininfarina, aprire dal 2020, non usciranno più i mezzi elettrici che si vedono circolare per Torino.

La beffa 

Una doccia fredda per l'economia piemontese e per i 47 dipendenti che avranno il compito di realizzare ancora 200 vetture destinate a Singapore e poi per loro arriverà lo stop. Una beffa e un cattivo segnale per il settore: Bairo infatti era l'unica filiera attiva nella produzione di auto elettriche.

E i sindacati puntano il dito sulla Regione a la spronano a intervenire: "Dove sono Cirio e l'assessore al Lavoro? - tuona il segretario generale della Fim torinese, Claudio Chiarle -. Stanno perdendo l'unica, per ora, produzione di auto elettriche. Chiediamo a Pininfarina di farsi carico dei lavoratori e alla 'nuova' politica di non ripetere pappagallescamente ciò che già sappiamo sul futuro dell'auto, ma di avere una politica industriale attiva e non a posteriori".

"Un’altra sassata all’economia del nostro territorio - ha detto Edi Lazzi della Fiom Cgil -. Continuano a chiudere le aziende, continua l’uso degli ammortizzatori sociali e il settore dell’automotive è in stato comatoso. Perdere ciò che si ha non è certo un buon segnale, ci stiamo avvitando in una spirale senza fondo. Non abbiamo più tempo: chiediamo alle istituzioni di convocare urgentemente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e le associazioni delle imprese per fare il punto della situazione e decidere insieme cosa è necessario fare per intervenire, ognuno per il ruolo che ricopre, per fermare una crisi che rischia di essere irreversibile".

Tavolo fra imprenditori e sindacati

E immediata è la risposta dell'assessore al Lavoro Elena Chiorino: "Abbiamo appreso in queste ore quanto sta avvenendo e in accordo con il presidente Cirio convocheremo, nel più breve tempo possibile, un tavolo tra associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali. Non solo per questo caso concreto  - ha ribadito l'assessore - ma per l'automotive piemontese in generale. Un settore da difendere per l'alto contenuto di innovazione che deve rimanere nel Torinese".

E prosegue: " L'automotive elettrica è avamposto di tecnologia: un segmento essenziale della nostra realtà industriale e per difenderlo è necessaria la massima concordia e un rinnovato patto economico".

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La polemica

Ma Chiorino coglie la polemica e non manca di rispondere all'attacco dei sindacati: "Curioso che chi fa il sindacalista da 20 anni, accusi chi è al governo da 20 giorni. Comunque sia, la Regione ha le idee chiare sulla politica industriale ed è al lavoro dal primo giorno. Invito quindi ad abbandonare ogni polemica - conclude l'assessore - , soprattutto se strumentale, e a unire le forze per difendere produzione e occupazione piemontese".

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