Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

BasicNet rileverà la Fashion Network di Burani. Salvi la metà dei dipendenti

La Corte d'Appello di Torino ha dichiarato inammissibile il reclamo presentato dai commissari della Mariella Burani. Questo permetterà a BasicNet di poter rilevare i negozi e la maggior parte dei dipendenti

Le voci circolano già da un po' e la notizia si è rafforzata nelle ultime ore. BasicNet, l'azienda di Marco Boglione, potrebbe decidere di acquistare i punti vendita di Fashion Network, ex Revedi del Gruppo Finanziario Tessile. La Corte d'Appello di Torino ha infatti dichiarato inammissibile il reclamo presentato dai commissari della Mariella Burani, assistiti dagli studi Di Gravio e Benessia. E' stata accolta infatti l'eccezione sollevata sul punto dal professore Stefano Ambrosini, legale del curatore fallimentare di Fashion Network.

Ora sarà possibile per il gruppo BasicNet, che già comprende i marchi Superga, Robe di Kappa, K-way e molti altri, stipulare un contratto: Boglione già nei giorni scorsi si era detto molto soddisfatto dell'operazione conclusa con il curatore fallimentare Enrico Stasi, che ha consentito il salvataggio dell'azienda.

Marco Boglione, almeno all'inizio, dovrebbe dare continuità lavorativa alla metà dei 130 dipendenti, sparsi in tutta Italia ma con la concentrazione principale nel Torinese. E il numero potrebbe aumentare nei prossimi mesi. Basicnet acquisterà i 22 punti vendita di Fashion Network, che i commissari della Mariella Burani volevano attrarre nella propria procedura. Nei negozi, presenti nei maggiori outlet italiani, il gruppo torinese commercializzerà i prodotti dei propri marchi.


Il futuro della Burani? Non è sicuramente roseo come quello di BasicNet, ad esempio. Gli avvocati hanno già anticipato, durante l'udienza della scorsa settimana, l'imminente conversione in fallimento da parte del Tribunale di Reggio Emilia, dopo il parere negativo del Ministero alla vendita. Bocciatura arrivata dopo un travagliato percorso, che ha visto fra l'altro l'apertura di indagini penali su due dei tre commissari straordinari, destinati molto probabilmente ad essere sostituiti a breve da un curatore fallimentare emiliano.

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