Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Barter pubblicitario: da oggi si fa anche in buoni acquisto e crediti insoluti

Mediabarter, azienda specializzata nel barter pubblicitario, offre nuove innovative opportunità per investire in pubblicità le proprie giacenze, i propri servizi ed i crediti commerciali

L’Advertising Barter o cambio merce pubblicitario sta acquisendo sempre più rilevanza nella gestione dei budget aziendali, con una crescita elevata sia delle aziende interessate a questo settore che dei suoi operatori, che oggi sfruttano sempre di più le potenzialità della rete. 

Ma in pratica, in cosa consiste il barter? La formula è tanto semplice quanto efficace: il cliente anziché ricorrere al capitale per pagare la propria pubblicità, utilizza quanto ha già in azienda. Ecco perché il barter sta svolgendo un ruolo estremamente significativo nelle strategie di marketing e di distribuzione di un numero sempre maggiore di aziende italiane, dalle società familiari alle multinazionali. Sfruttando il cambio merce le imprese vendono alle società di barter i propri prodotti, che in cambio pagano tramite spazi pubblicitari. Quali? Pressoché ogni mezzo disponibile: tv e radio nazionali e locali, quotidiani, periodici, riviste di settore, affissioni, pubblicità dinamica, door to door, web marketing. Stock e merci vengono immediatamente convertite in pubblicità, con incredibili ricadute positive sulla gestione aziendale. 

Il ricorso al barter  rappresenta oggi il 10% del budget totale che le aziende italiane dedicano all’advertising – spiega Alessandro Tagliagambe, Direttore operativo di Mediabarter – con numeri crescenti e nuove vie di investimento che rendono l'antica pratica del baratto sempre più moderna ed innovativa. Nel mondo della pubblicità, anche se il cambio merci in Italia è presente fin dai primi anni '80, solo negli ultimi anni si sta affermando come forma primaria di investimento, anziché alternativa. Prima erano soprattutto le grandi aziende a farne ricorso, oggi il calo dei consumi da un lato e la stretta sul credito operata dalle banche dall’altro, sta facendo aprire gli occhi a chi non si era accorto di quanto possa essere importante pianificare una strategia pubblicitaria che comprenda anche, se non soprattutto, investimenti in baratto”. 

Quali sono i vantaggi del barter? “Il cambio merci pubblicitario è una pratica – continua Tagliagambe –che usata nella giusta misura procura esclusivamente vantaggi aiuta le aziende ad incrementare i propri budget ed estende la distribuzione del marchio su nuovi canali. Tra i vantaggi più importanti ci sono senza ombra di dubbio quelli finanziari: nessun flusso di cassa, risparmio di risorse ed un alleggerimento del bilancio. Poi ci sono i vantaggi amministrativi ed economici, grazie ad una gestione semplificata dell'investimento, il risparmio sui costi di mantenimento delle giacenze e della logistica, l'aumento delle vendite e la possibilità di mantenere una produzione costante, con benefici diretti sulla marginalità derivante dalla vendita di tutti i prodotti, anche quelli non oggetto di barter. Dai prodotti deperibili a quelli invenduti alle scorte in eccesso, tutto viene trasformato in pubblicità”.

Quindi grazie al barter ogni azienda può usufruire del mercato pubblicitario pagando in beni. Ma per le aziende come alberghi e franchising che offrono solo servizi, c'è un'altra possibilità? “Per tutte le aziende con punti vendita o che offrono servizi Mediabarter offre un modello di cambio merci evoluto – spiega Tagliagambe – che permette di investire in pubblicità i buoni acquisto. In questo caso i lati positivi dell'operazione si moltiplicano, perché ai classici vantaggi del barter si sommano le vendite incrementali garantite dai flussi indotti di clientela, un uscita di merci o servizi nei tempi con i quali noi rivendiamo i buoni ed un risparmio economico pari al margine di contribuzione medio applicato alle proprie referenze. I nostri clienti sono i soli che possono godere di una doppia visibilità, quella fornita dalla pubblicità e quella data dagli acquirenti dei buoni che, giocoforza, devono recarsi fisicamente nel punto vendita per effettuare i loro acquisti”.

Ci sono punti deboli in questa operazione?Per i cliente nessuno, per noi il rischio è di essere percepiti come dei semplici 'svuota magazzini'. In realtà noi siamo un'agenzia vera e propria, con una struttura aziendale in grado di supportare la pianificazione di qualsiasi campagna adv, dalla PMI interessata ad avere una visibilità locale o regionale, alla grande azienda nazionale. Con noi il cambio merce è un mezzo alternativo al denaro, non il fine. In qualità di agenzia pubblicitaria il nostro obiettivo è nel fornire al cliente la miglior campagna pubblicitaria possibile”. 

Terminiamo con uno sguardo al futuro: come cresce un'agenzia di barter pubblicitario?Abbiamo un modello innovativo – conclude Tagliagambe – che aiuta in maniera molto pragmatica qualsiasi tipo di azienda e che è basata su un'organizzazione aziendale meritocratica. Nei prossimi mesi supporteremo la crescita con l'ampliamento dell'organico, in particolare nell'area commerciale. Non esiste nessun grande progetto senza grandi persone, e noi stiamo cercando professionisti di talento con i quali lavorare insieme e che sappiano dare qualità e valore aggiunto al mondo pubblicitario e a quello del barter”. 

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